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Waechter (Natixis Am): “L'Euro andrà ancora giù”

9/10/2014 | Redazione Advisor

Le misure annunciate da Draghi lo scorso 4 settembre eserciteranno una forte pressione ribassista sulla moneta unica, a favore della crescita


“L'euro si deprezzerà in modo significativo”. Philippe Waechter, capo economista di Natixis AM è convinto che il percorso di deprezzamento della moneta unica sia destinato a proseguire. Negli ultimi quattro mesi, il dollaro americano ha già guadagnato oltre 7 punti percentuali sulla divisa europea. Ma la portata delle misure annunciate giovedì scorso dal presidente della Bce, Mario Draghi, suggerisce che la fase d'indebolimento dell'euro possa intensificarsi.

 

La prima conseguenza dei nuovi tagli al tasso di riferimento, al tasso sui depositi e sulle operazioni di rifinanziamento marginale, tutti ridotti di 10 punti base, sarà secondo Waechter, un appiattimento della curva Euribor, che verrà ancorata al nuovo tasso di sconto (0,05%), consolidando le aspettative di tassi d'interesse molto bassi per un lungo periodo di tempo. Il programma di acquisto di Abs e covered bond, i cui dettagli verranno resi noti il prossimo 2 ottobre, è importante invece per due ragioni: “Rispetto al Tltro ha una portata più ampia, perché comporterà un trasferimento di rischio dai bilanci delle banche alla Bce”, osserva l'economista. “Acquistando asset, Francoforte aumenterà sensibilmente il suo bilancio. La differenza rispetto alle operazioni Ltro dei 2011 e 2012 e con i futuri Tltro è che questa nuova misura non è temporanea. L'espansione del bilancio attraverso l'acquisto di Abs e covered bond è destinata a restare e questo fa una bella differenza”.

 

La creazione di euro eserciterà una forte pressione ribassista sulla divisa europea. I flussi finanziari saranno inferiori e il surplus di parte corrente si ridurrà rapidamente. “Questo sarà positivo per la crescita. Le misure annunciate – tassi più bassi e trasferimento di rischio in pancia alla Bce – renderanno la domanda interna capace di cavalcare questo impulso, con l'effetto di migliorare l'attività economica. Tali dinamiche spiegano probabilmente perché le previsioni di crescita del Pil per il 2016 siano state innalzate all1,9% dall1,8% di giugno”. Se questo non dovesse essere sufficiente, conclude Waechter, la Bce avrà in ogni caso la possibilità di mettere in campo un quantitative easing più “classico”.

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