Tempo di lettura: 3min

Tutte le opportunità dell’era post voluntary disclosure

10/28/2015 | Stefano Massarotto – Facchini Rossi & Soci

Tuttavia le regole di gestione dei conti di un residente italiano dovranno essere in parte riviste.


Negli ultimi mesi l’attenzione degli operatori finanziari (e dei professionisti) si è concentrata sulla gestione delle numerose e complesse pratiche di voluntary disclosure che hanno interessato principalmente residenti in Italia con relazioni bancarie non dichiarate in Svizzera.

 

Nell’era post voluntary disclosure, tuttavia, le regole di gestione dei conti di un residente italiano dovranno essere in parte riviste. 

 

Si pensi, ad esempio, al fatto che molte gestioni patrimoniali estere erano “gonfiate” dall’assenza di tassazione e, quindi, alla necessità di valutare la compatibilità e la convenienza dei modelli di gestione attuati fino ad ora con i regimi fiscali applicabili. 

O ancora alla necessità di una corretta gestione del passaggio generazionale che rappresenta oggi una priorità assoluta per garantire e conservare il nostro tessuto produttivo ed imprenditoriale.

E infine, alle legittime esigenze di tutela di un patrimonio oggi reso visibile e regolarizzato, preservandolo da aggressioni esterne. 

Con riferimento a quest’ultimo aspetto la predisposizione delle idonee misure in grado di attuare un’efficiente successione ereditaria è tanto più urgente quanto più probabile diviene un intervento fiscale in materia di imposta di successione. Tale imposta, infatti, potrebbe essere in futuro la candidata ideale per “fare cassa” mediante modifiche pro-fisco quali, ad es., l’aumento delle aliquote impositive e la diminuzione delle franchigie di esenzione da imposta: basti considerare che il Fondo Monetario Internazionale, nel documento “Reforming capital taxation in Italy”, chiede un significativo aumento delle aliquote dell’imposta di successione in un range compreso tra il 23 e il 43%!

 

E allora ecco che strumenti come la polizza assicurativa sulla vita possono diventare uno degli strumenti principe del private banking, in quanto strumento giuridico che consente una legittima ottimizzazione fiscale (come l’assenza di imposta di successione in caso di decesso) e una esposizione ai mercati, beneficiando della protezione di insequestrabilità e impignorabilità  purché risponda a determinate caratteristiche.

Non dimentichiamo poi che la bozza di Legge di Stabilità introduce norme che agevolano la razionalizzazione e la ristrutturazione dei patrimoni aziendali: viene infatti riaperta la possibilità di affrancare il costo fiscale delle partecipazioni e reintrodotta la norma che consente, per le società di comodo, l’assegnazione agevolata dei beni ai soci e lo scioglimento agevolato delle società.

 

Insomma, visto l’imponente ammontare di patrimoni finanziari detenuti all’estero, si apre dunque un’opportunità unica per consulenti, consulenti finanziari (ex-promotori finanziari) e private banker di incrementare considerevolmente le proprie masse e creare un legame più forte e stabile con il cliente. Il consulente, con la propria sensibilità e professionalità, dovrà essere in grado di rispondere al meglio alle esigenze del cliente, individuando gli strumenti giuridici più idonei a soddisfarle.

 

 

Non perdere l'appuntamento con i big del private banking. Segui in diretta streaming l’XI Private Banking Forum, che si terrà il 10 novembre a partire dalle ore 14.00 al Barclays Teatro Nazionale di Milano. Potrai ascoltare le testimonianze sui modelli di Private Banking italiani, americani, inglesi e francesi. Per iscriverti clicca qui.

Condividi

Seguici sui social

Cerchi qualcosa in particolare?