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11/19/2022
Inflazione, recessione, crisi. Sono queste le tre parole che hanno caratterizzato il 2022, un anno che ha visto tutti i principali indici azionari registrare perdite year to date che oscillano, oggi, dal -10% del Ftse MIB al -28% del Nasdaq. E se spostiamo lo sguardo su altre asset class non troviamo grandi motivi di consolazione.
È questo lo scenario in cui si trovano a lavorare oggi i consulenti finanziari. Questo lo scenario che per mesi economisti, analisti, gestori hanno cercato di spiegare. Ma sappiamo che nella gestione della relazione con il cliente finale, a volte, le spiegazioni non bastano a tranquillizzare gli animi. Per settimane ho avuto l'occasione di confrontarmi con professionisti che si chiedevano come poter aiutare i clienti a guardare in maniera differente il futuro dei propri investimenti. Tante sono le risposte che abbiamo provato a fornire. Forse quella più efficace è arrivata l'altra sera in occasione di un evento che non aveva nulla di finanziario, ma che voleva commemorare un protagonista storico di questa industria: Ennio Doris.
La crisi finirà. Parlando dell'attuale situazione, questa sarebbe la prima affermazione che farebbe Ennio Doris se fosse ancora a vivo. Come hanno ricordato Antonio Patuelli (ABI), Alberto Nagel (Mediobanca), Giuseppe Castagna (Banco Bpm), Victor Massiah (docente in Cattolica), Davide Serra (Algebris Investments), Domenico Siniscalco (Morgan Stanley Europe), Flavio Valeri (Lazard Italia), Bruno Bianchi (già direttore centrale Vigilanza Banca D’Italia) in occasione del convegno “Un nuovo modo di essere banca”, a un anno dalla morte del fondatore di Banca Mediolanum, la capacità di rendere l'ottimismo non un banale atteggiamento ma un pensiero concreto era una delle grandi doti di Ennio Doris, che aveva il coraggio di mostrare davanti ad un platea di analisti finanziari e investitori, a pochi giorni dal fallimento di Lehman Brothers nel 2008, una semplice slide con la scritta "La crisi finirà".
Una slide che allora attirò l'attenzione di tutti i presenti più di tante analisi perché spingeva lo sguardo oltre il presente. E questa è stata una delle grandi lezioni di Ennio Doris.
Perché ricordare adesso Ennio Doris? Perché, come affermava lui stesso, se c'è qualcuno che ottiene risultati migliori dei tuoi devi osservarlo per apprendere e replicare, magari meglio, il suo metodo.
Il destino ha voluto che il ricordo di Ennio Doris cadesse nel pieno di una crisi che sembra distante dalla fine. Ma "la crisi finirà". Perché è sempre stato così. E non si tratta di ottimismo superficiale ma di una consapevolezza che una soluzione c'è sempre. Massimo e Sara Doris, nel ricordare il padre, hanno sottolineato l'importanza di non confondere l'ottimismo di Ennio Doris come un atteggiamento fine a sé stesso ma come la propensione a cercare e trovare sempre una soluzione.
Nell'ascoltare gli aneddoti dei manager che hanno avuto Ennio Doris come "rivale" in affari, ho ripensato alla lezione che il fondatore di Banca Mediolanum ha lasciato all'industria della consulenza finanziaria. Una lezione che emergeva con forza durante le crisi e che oggi è utile ricordare a tutti i consulenti finanziari, non solo ai family banker. Soprattutto mentre si avvicina la fine del 2022 che vedrà tanti professionisti confrontarsi con i propri clienti e dover spiegare le perdite e gestire i timori per il futuro.
Partite da quella frase apparentemente banale ma efficace, "la crisi finirà". E da lì proseguite lavorando sulle soluzioni. Dietro quella frase c'è tutto: la consapevolezza che il problema esiste; la certezza che, come tutti i problemi, prima o poi si risolverà; la voglia di affrontarlo di petto e, perché no, risolverlo prima del tempo.
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