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Schroders: ripresa, nonostante il Giappone

3/31/2011 | Federico Leardini

Nonostante il petrolio alle stelle, nonostante il Giappone e la Libia, nonostante la crisi del debito delle periferie dell'Eurozona, l'economia globale non tornerà in recessione. L'analisi della ripresa globale del capo economista di Schroders Keith Wade


RIPRESA ALLE PORTE - Nonostante il petrolio alle stelle, nonostante il Giappone e la Libia, nonostante la crisi del debito delle periferie dell'Eurozona, l'economia globale non tornerà in recessione.

Un messaggio incoraggiante, quello che viene dal Capo economista di Schroders, Keith Wade.

Gli effetti comunque si faranno sentire.

Da monitorare in primis il prezzo dell'energia, salito di riflesso alla crescita della domanda di greggio: rimane comunque ancora lontano dai livelli di soglia di 150 dollari che potrebbero mettere in guardia l'economia mondiale da una nuova caduta in recessione.

Tutto sommato lontano anche il secondo degli scenari che allarmerebbero gli analisti, ossia un incremento rapido e marcato dei tassi d'interesse negli Stati Uniti e in Europa: l'inflazione rappresenta certamente uno scenario con cui confrontarsi, ma non è tale il timore da spingere Bernanke e Trichet ad agire sconsideratamente, dimenticando il difficile sentiero di ripresa che molti Paesi stanno ancora compiendo.

Escluso anche questo scenario, vengono a cadere, secondo l'esperto di Schroders, le minacce che amggiormente possono pesare in capo al rilancio della crescita globale, ma rimangono alcune zone d'ombra.

Occhi ovviamente sul Giappone, per cui è stata rivista al ribasso la stima di crescita del Pil, in scia al dramma vissuto nelle scorse settimane.

Ad ogni modo la fiducia nella capacità nipponica di riprendersi è elevata e la risalita del Pil potrebbe essere marcata già dall'anno prossimo.

Decisamente positivo, secondo gli analisti, nell'intera vicenda, il ruolo assunto dal G7 in termini di stabilizzazione del mercato valutario contro gli slanci speculativi che avevano colpito lo Yen nelle ore immediatamente successive al disastro.

In Europa, infine, i segnali sono contrastanti.

La Bce ha annunciato con tempismo le sue intenzioni di agire sui tassi d'interesse per raffredare la spinta inflattiva; d'altro canto, però, le condizioni della periferia dell'Eurozona rimangono preoccupanti: da ciò uno scenario incerto che lascia piuttosto perplesso il capoeconomista di Schroders.

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