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Kary (Rotschild): “La (bassa) volatilità fa paura”

7/23/2014 | pieremilio.gadda

Per il responsabile Wealth Management del Regno Unito, aumentano i rischi di turbolenza sui mercati. Ecco come proteggere i portafogli


Per gran parte della primavera e l'inizio dell'estate una “calma inquietante” ha pervaso i mercati. Così la definisce Mark Kary, Head of UK Wealth Management di Rothschild ricordando che l'indice Vix sulla volatilità, spesso indicato come termometro della paura a Wall Street è sceso sotto il valore di 11 a giugno, il livello più basso degli ultimi 7 anni (a distanza siderale dai picchi di oltre 80 toccati nel 2008). Anche il Bank of America Global Financial Stress Index e la volatilità implicita dei mercati valutari sono schiacciati ai minimi dal 2007. Sono davvero buone notizie per i mercati? “Possono esserlo ma non quando portano all'auto-compiacimento”, avverte Kary: oggi, spiega il capo del wealth managment, molti investitori sembrano essere posizionati in un mondo idilliaco in cui le prospettive economiche non possono che migliorare, le politiche monetarie sono destinate a rimanere stabili e un minor ricorso al trading proprietario da patte delle banche manterrà i mercati tranquilli.

 

Una recente ricerca di Merrill Lynch sui gestori di fondi suggerisce che, sebbene molti investitori professionali siano preoccupati della sopravvalutazione dei mercati azionari, la domanda d'investimenti che offrano una protezione contro possibili shock e turbolenze sui listini rimane limitata. “Sui mercati finanziari spesso la stabilità tende a generare il suo esatto contrario: incoraggia gli investitori ad assumere sempre più rischio e a liberarsi dei vincoli, a caccia di rendimento. Oggi il sentiment degli investitori appare eccessivamente ottimistico”, chiosa Kary.

 

Come tutelarsi da una drastica improvvisa inversione di tendenza sui mercati? “L'enfasi nei nostri portafogli è sull'acquisto di azioni in segmenti di business interessanti, a valutazioni in grado di compensare i nostri clienti per il rischio. Negli ultimi 12 mesi questo ha spesso significato rimanere nelle retrovie dato che gli asset di bassa qualità hanno messo a segno un nuovo rally. Questa strategia forse non sarà eccitante ma è necessaria. Comprare asset sopravvalutati è una delle strade più sicure verso perdite di capitale irrecuperabili”. In ogni caso, secondo il responsabile del wealth management, è indispensabile mantenere un approccio disciplinato: mettere ora in discussione delle scelte difensive che non hanno pagato nella prima metà dell'anno equivarrebbe, conclude l'analista, alla decisione di chi rinuncia alla copertura assicurativa solo perché la casa non è bruciata.

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