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Waechter (Natixis am): “Euro, petrolio, Bce: un mix esplosivo”

12/3/2014 | Redazione Advisor

Secondo l'economista, la debolezza della moneta unica, combinata al crollo del greggio e al sostegno della Banca centrale europea darà un supporto robusto all'economia europea


Negli ultimi sette mesi l'euro ha perso il 10% del proprio valore contro il biglietto verde. Da inizio anno, il prezzo del petrolio è crollato di almeno il 30% in euro. E la Bce è pronta a spingere l'acceleratore espansivo della sua politica monetaria. “La combinazione di questi tre elementi darà un forte supporto al miglioramento economico nella zona euro”, dichiara Philippe Waechter, capo economista di Natixis asset management (nella foto), analizzando nel dettaglio gli effetti di ciascun fattore.

 

Primo: la valutazione dell'euro ripristinerà la competitività delle aziende europee, soprattutto se la moneta unica dovesse avvicinarsi rapidamente a quota 1,20. In queste ore, il cambio è sceso poco al di sotto dell'1,24 e potrebbe calare ulteriormente se fossero annunciare nuove misure espansive in occasione della riunione del Consiglio Direttivo prevista per il prossimo 4 dicembre. “Ogni Paese riceverà un impulso positivo che darà una spinta alla produzione e favorirà una convergenza verso dinamiche cicliche più omogenee nella zona euro. Dato che l'interscambio commerciale nel Vecchio Continente è molto ampio, il ciclo economico migliorerà rapidamente”, profetizza Waechter.

 

Il crollo dell'oro nero, a sua volta, migliorerà i margini delle aziende e aumenterà il potere d'acquisto delle famiglie, enfatizzando l'effetto espansivo prodotto da un euro più debole. Infine una politica ultraespansiva mantenuta a lungo tempo tenderà a ridurre i premi al rischio e migliorare le condizioni di accesso al credito in tutti i Paesi di Eurolandia. “I tre elementi così combinati”, conclude l'economista, “guideranno l'economia europee in una traiettoria più robusta. Tuttavia – avverte – dovremo evitare tutti i costi connessi a eventuali shock negativi che distruggerebbero tutto, come nel caso del Giappone con l'aumento delle imposte sui consumi”.

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