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Fondi comuni, attenti alle necessità dei clienti

10/5/2011 | Marcella Persola

Una ricerca di McKinsey & Co evidenzia che oltre ai fattori strutturali e alla crisi anche i comportamenti dei clienti sono uno dei fattori che penalizzano il prodotto fondo comune


L'Italia è sempre forte sul fronte risparmio, ma il patrimonio oggi cresce sempre meno. Almeno secondo uan ricerca condotta da McKinsey & Company pubblicata quest'oggi da MF a firma di Enrico Lucchinetti. Il partner della scoietà di consulenza evidenzia che il tasso di crescita della ricchezza finanziaria delle famiglie è stato in media inferiore del 2,5% rispetto agli altri paesi europei.

In tale contesto sembra che i fondi comuni sembrano i prodotti che hanno sofferto maggiormente, in quanto il loro saldo è passato da oltre 650 miliardi di euro nel 2006 a circa 460 miliardi nel giugno 2011, con un calo complessivo superiore al 30% in meno di 5 anni. 

Quali le cause? Oltre l'andamento del mercato, e la scelta di asset mix sempre più conservativi, anche fattori di natura strutturale, ma anche il comportamento dei clienti, i bisogni e i comportamenti di acquisto. 

La ricerca di McKInsey mostra un disallineamento tra le necessità di chi risparmia e le risposte fornite dall'industria, soprattutto in riferimento al prodotto fondo comune, che di fatto è quello che sembra più perdente rispetto alle polizze vita e ai conti deposito. 

Ma quali sono i processi decisionali che spingono un investitore a scegliere un prodotto rispetto che un altro? Il primo e anche quello più evidente, è la disponibilità di una certa somma di denaro che si desidera investire, o l'insoddisfazione per un investimento passato. Il consiglio del proprio consulente può essere determinante, ma non sembra essere la leva principale, almeno in questa fase. 

Una volta che il cliente ha deciso di investire, ha già in mente due o tre prodotti. Tra questi figura sicuramente un conto deposito, con qualche probabilità anche il fondo comune, ma in competizione con altri prodotti.

E' in questa fase che il ruolo del consulente diventa cruciale per indirizzare le scelte del cliente. I fondi comuni sono percepiti come complessi e poco immediati e soprattutto costosi, almeno secondo quanto emerso dalla ricerca quindi hanno bisogno del supporto di un consulente, che ne possano spiegare le dinamiche. Differente l'atteggiamento dei clienti nei confronti dei conti depositi e delle polizze vita che sono scelti perché considerati fonte di garanzia del capitale e certezza di rendimento. Paradossalmente gli elementi che dovrebbe favorire la scelta dell'investimento in fondi comuni, evidenzia l'articolo, ossia la diversificazione dei rischi, la trasparenza e l'efficienza non sono elementi determinanti per l'acquisto. 

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