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SGR, per ripartire ci vuole un nuovo modello distributivo

6/25/2012

E' questo il messaggio di una recente indagine di KPMG che ha coinvolto il top management dei 30 principali operatori del risparmio gestito attivi in Italia.


E' tempo di rompere il filo doppio che lega società di gestione e banche e orientarsi verso un modello aperto.


E' questo il messaggio di una recente indagine di KPMG che ha coinvolto il top management dei 30 principali operatori del risparmio gestito attivi in Italia che corrisponde a circa il 75% degli asset under management del mercato.


L'86% delle società che si occupano del risparmio degli italiani considera inadeguato il modello chiuso.

Il modello chiuso, basato su accordi di collocamento tra produttore e distributore, non è più in grado di fronteggiare i bisogni emergenti della clientela che vuole trasparenza, indipendenza e servizi a reale valore aggiunto.

 

 

La soluzione

Il 93% degli intervistati vede come possibile soluzione il modello aperto assistito, basato cioè su servizi di pura negoziazione e consulenza a pagamento: in questo modo si garantirebbe maggiore concorrenza e indipendenza delle reti di vendita nonchè una maggiore riconoscibilità dei servizi di advisory e l'ampliamento della rete distributiva.

 

Verso la consulenza a pagamento

Gli analisti di KPMG indicano come gli operatori siano sempre più orientati alla consuelnza a pagamento, puntando su servizi di consulenza ad hoc, come quelli di advisory fee based, per recuperare la fiducia della clientela.

Secondo l'86% del campione questi prodotti  nei prossimi anni avranno un ruolo crescente soprattutto se sarà garantita l'indipendenza di questa attività rispetto ai collocatori.

Alcuni operatori ritengono sia meglio collocare questi servizi all'interno degli attuali modelli distributivi (dove il servizio di consulenza si affianca a quello di collocamento con pricing esplicito); altri pensano sia più adatto ricorrere ad operatori e professionisti specializzati, distinti dalle reti distributive (advisor fee only).

 

 Il futuro tra M&A e processi di consolidamento

Inoltre la ricerca rivela che il 76% degli intervistati si aspetta un consolidamento del risprmio gestito sul mercato domestico grazie soprattutto all'attività degli operatori esteri. Infatti le SGR italiane hanno scarse possibilità di mettersi dalla parte dell'acquirente e di effettuare acquisizioni oltre confine.  

Nell'ipotesi di cessione delle fabbriche-prodotto da parte dei gruppi bancari i potenziali bidder sarebbero i competitor internazionali, gli investitoi istituzionali e i fondi di private equity.

 

Competizione tra modelli e operatori

Infine secondo gli analisti di KPMG è ragionevole immaginare una fase in cui i tre modelli principali, chiuso, aperto diretto e aperto assistito, potranno convivere e competere ridistribuendosi margini e segmenti di clientela. In questo nuovo scenario oltre agli operatori tradizionali e ai broker puri, troveranno spazio due nuove tipologie di player: gli operatori indipendenti (network professionali e family office) che offriranno servizi di consulenza finanziaria remunerata a parcella e gli intermediari integrati.

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