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9/20/2012 | Andrea Giacobino
I consulenti finanziari (ex-promotori finanziari) e i consulenti? Vanno pagati, eccome. Lo sostiene un campione significativo di ben 5.000 risparmiatori europei della fascia "affluent”, perlopiù tedeschi e francesi, che sono stati intervistati da Cerulli Associates e Phoenix Marketing International. L'opinione si muove in controtendenza con quanto ha deciso la Gran Bretagna che a partire dal prossimo gennaio ha decretato la fine del pagamento degli incentivi ai financial advisor, aprendo una linea che ha riscontrato la successiva approvazione anche della Danimarca e dell'Olanda.
Questa propensione ha spinto la Commissione Europea a disegnare una proposta simile, tuttora in fase di consultazione e nonostante l'opposizione manifestata dal Parlamento Europeo. Il pagamento delle commissioni ai financial advisor è ritenuto giusto dal 48% al 51% del campione: nello specifico le commissioni sono giudicate più opportune di una corresponsione attraverso o una fee fissa basata sugli asset gestiti o una tariffa oraria. Quello che piace di meno ai risparmiatori europei con un patrimonio di almeno 125.000 euro è pagare il loro consulente finanziario “ad ora”: soltanto il 13% del campione, infatti, è disposto a praticare questa forma di remunerazione.
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