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Non solo rame, puntare su tutte le commodity

5/24/2024 | Redazione ADVISOR

Aanand Venkatramanan (LGIM): “Per questo motivo, negli ultimi mesi noi di LGIM abbiamo lanciato un nuovo ETF non sul rame, ma su un paniere più ampio di materie prime”


“Recentemente, fattori peculiari legati alla domanda e all’offerta hanno fatto impennare il prezzo del rame, che ha raggiunto picchi che non si osservavano da due anni”.  Aanand Venkatramanan (in foto), head of ETFs per l’area EMEA di LGIM, spiega che “tra i primi rientra sicuramente la resilienza mostrata dalla Cina, mentre tra i secondi vi sono una serie di interruzioni delle forniture o di downgrade che hanno colpito le principali società estrattive, le quali hanno generato aspettative al ribasso circa l’ammontare complessivo di output di rame raffinato immesso nel corso dell’anno. In conclusione, tutto questo ha portato i mercati a stimare che il comparto del metallo rosso entrerà in deficit nel breve periodo”.

Il manager rileva che “tuttavia, al di là dei fattori che hanno spinto i prezzi al rialzo, quello che ad oggi interessa agli investitori è capire se vale ancora la pena investire nel rame, in quanto il rally è destinato a continuare, oppure no. Purtroppo, rispondere a questa domanda è estremamente difficile, in primis, perché il prezzo delle commodity è ciclico e, in secondo luogo, perché la lunghezza del ciclo dipende dai fattori che stanno influenzando domanda e offerta e, come detto in precedenza, questi fattori sono molto numerosi”.

L’analista sottolinea che “per questo motivo, negli ultimi mesi noi di LGIM abbiamo lanciato un nuovo ETF non sul rame, ma su un paniere più ampio di commodity, in quanto la diversificazione è la strategia migliore per mettersi al riparo da flessioni improvvise. Denominato L&G Energy Transition Commodities UCITS ETF (o ETRA ETF), lo scopo di questa soluzione di investimento è offrire un’esposizione mirata a gamma di commodity più vasta, ma accomunate dal fatto che hanno e avranno un ruolo attivo nella transizione energetica. Tra queste è ovviamente compreso anche il rame. Queste commodity si possono raggruppare in tre pilastri principali, ovvero:

Transition metal, ovvero quei metalli necessari per produrre, conservare e distribuire l’energia pulita.
Fonti energetiche di transizione a basse emissioni di carbonio, come il gas naturale e l’etanolo, che aiutano a superare i picchi di domanda e la sfida dei settori in cui le emissioni sono più difficili da abbattere.
Carbon pricing, ovvero quelle attività che mirano a imporre un costo sull’inquinamento, accrescendo le spese per chi emette Co2 e, quindi, sostenendo il passaggio a modelli di business sostenibili”.

“Questa soluzione - conclude Venkatramanan - si va ad aggiungere alla già ampia offerta indicizzata di LGIM in ambito commodity, la quale conta 7 ETF e raccoglie un totale di masse gestite attorno ai 3 miliardi di dollari”.

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