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8/8/2011
Pesa molto di più il downgrade sugli Stati Uniti che la fiducia della Bce sui listini internazionali.
La perdita della tripla a da parte degli stati uniti pesa come un macigno sulla fiducia degli investitori e le borse mondiali proseguono nell’agosto da incubo, con Piazza Affari che nell’ultima ora torna a vivere momenti di panic selling e chiude in calo del 2,35%
Nel nuovo lunedì nero della nostra borsa limita i danni il comparto bancario, protagonista di una giornata ad altissima volatilità che ha visto i titoli principali come Intesa Sanpaolo e UniCredit passare da rialzi vicini ai 9% del mattino ad una chiusura piatta, con Piazza Cordusio che vede un risicato segno verde al 0,38% e Ca’ de Sass che non riesce a mantenere nemmeno quello, finendo in rosso di 0,15%.
A picco, invece, il settore industriale, con Fiat (-9,64%) e Pirelli (-10,36%) che in poche bruciano circa 1/10 della propria capitalizzazione.
Anche il mercato delle materie prime subisce gli effetti della crisi mondiale della fiducia.
Il petrolio, legato alle stime di crescita dell’economia globale, crolla e arriva a un soffio dagli 80 dollari al barile.
L’oro, bene rifugio per eccellenza, vive invece una nuova giornata di grandi acquisti, e sfonda al rialzo i 1700 dolari l’oncia, riscrivendo i propri record storici.
Buone notizie invece dal mercato dei titoli di Stato.
L’apertura della Bce all’intervento sui nostri Btp abbatte i rendimenti dei titoli del tesoro italiani e ricuce buona parte dello spread col bund, allontanando con forza lo spettro dei record negativi di venerdì.
Ma pare solo una rondine in un mercato che decisamente vede la primavera quanto mai lontana.
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