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Pictet, il mercato punta a ridurre al minimo il rischio

6/20/2011 | redazione

Secondo l'analisi strategica di Pictet, le aspettative del mercato sono state nuovamente deluse dai dati pubblicati nel mese di maggio che hanno registrato un rapido e diffuso


Secondo l'analisi strategica di Pictet, le aspettative del mercato sono state nuovamente deluse dai dati pubblicati nel mese di maggio che hanno registrato un rapido e diffuso deterioramento sia delle statistiche storiche che dei sondaggi.


Il rallentamento dell’attività sembra andare oltre la prevedibile flessione della domanda imputabile al rincaro delle materie prime, aggravato dalla instabilità del Nordafrica e al danno inferto dal disastro giapponese all’offerta aggregata.
Il mercato ha prontamente iniziato a dubitare delle previsioni di crescita ufficiali, della BCE e del Fondo Monetario Internazionale, ancora discrete, e a ridurre le attività rischiose a vantaggio delle obbligazioni più sicure.


Nel settore obbligazionario, il rallentamento economico ha causato la discesa della parte a lunga dei rendimenti dei paesi “core”, diminuiti da inizio maggio di circa 30 punti base sia in USA che in Germania. Oltre alla tipica relazione che lega riduzioni delle aspettative di crescita alla diminuzione dei tassi, il movimento è stato esacerbato dalle rinnovate speculazioni in merito ad una possibile manovra di Quantitative Easing (QE3) da parte della Fed.
Se anche dovesse manifestarsi il QE3, o una qualche estensione del QE2 oramai al termine, è lecito attendersi dei buone performance delle obbligazioni prima della manovra, e una successiva correzione qualora lo stimolo venisse infine ritenuto credibile come a fine 2010.
Per questo motivo l'asset allocation vede una posizione invariata: peso azionario poco sotto il benchmark, dopo l’alleggerimento di aprile, la durata finanziaria resta sottopeso, pur essendo stata allungata a gennaio con le obbligazioni EMU indicizzate (hold) e ad aprile con quelle nominali. Continuiamo ad essere neutrali su Corporate IG; positivi sul Debito EM e US High Yield.
 

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