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Europa, come si investe nell'incertezza

7/6/2011 | federico.leardini

Come superare la crisi dell'Eurozona? I suggerimenti di Wahid Chammas e Carmel Wellso, Co-PMs di Janus Europe Fund, per cavalcare al meglio un mercato a due velocità, diviso tra contrazione della domanda interna e prospettive di espansione ad est


Prima di tutto, il mercato azionario europeo non è un'entità 'singola', ma un aggregato di società diverse in paesi diversi, con tassi di crescita diversi e con livelli di debito che devono essere valutati separatamente.

Se si prende ad esempio la Germania, vi è un consenso che il paese sta guidando la crescita e vediamo molte aziende tedesche fare molto bene, soprattutto quelle che esportano verso l'Asia, anche a dispetto di un euro forte.
La Francia sta mostrando alcuni segnali di forza, ma in alcuni paesi della zona euro, si teme per il recupero, soprattutto quando vedi che il livello del reddito disponibile è sceso del 7% in un anno, un elemento che ha implicazioni per tutta l'industria.
In realtà molte delle opportunità future di investimento dipenderanno da come sarà affrontata questa crisi.
Potenzialmente, se la situazione sarà progressivamente messa sotto controllo, ci potranno essere alcune azioni che potranno generare un sacco di valore.
In particolare, le aziende che hanno bilanci più solidi, che consentono loro di condividere e creare valore in periodi di stress.
In questa fase vediamo più opportunità in paesi come la Spagna, specialmente in alcuni titoli finanziari e meno in Grecia, dove ci sono ancora troppe incertezze.
Globalmente, però, non stiamo favorendo un settore piuttosto che un altro nel nostro portafoglio, miriamo a generare una prestazione costante in ogni settore.
Tra i temi da analizzare con cura, quello del pricing power.
L'aumento del costo delle materie prime rischia di mettere un sacco di pressione sui margini aziendali.
Accanto a pressioni dal lato dell'offerta, le aziende avranno a che fare con la pressione dal lato della domanda, data la
quantità di denaro pompata nel sistema dalle banche centrali.
La maggior parte delle aziende del settore dei beni di consumo è stata capace di superare indenne questa fase di aumento dei costi: Danone è l'esempio più rappresentativo di questo.
Anche l'industria dei beni di lusso, con società come LVMH e RIchemont ha fatto bene, sfruttando l'aumento della domanda proveniente dall'Asia.

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