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L'M&A stimolerà i corporate bond high yeld

7/26/2011 | Marco Gementi

Tassi di fallimento in calo, una più intensa attività di fusioni e acquisizioni e un'offerta in rapida crescita potrebbero permettere al mercato delle obbligazioni societarie ad alto rendimento di generare per il 2011 dei rendimenti tra il 7 e l’8%...


Secondo Ian Edmonds, gestore del fondo Legg Mason Western Asset Global Multi Strategy Bond Fund,  i tassi di fallimento in calo, una più intensa attività di fusioni e acquisizioni ed un'offerta in rapida crescita potrebbero permettere al  mercato delle obbligazioni societarie ad alto rendimento di generare per il  2011 dei rendimenti tra il 7 e l’8%.

 

"Il tasso di default resta basso e l'attività di fusioni e acquisizioni sta accelerando. Ciò beneficia chi detiene obbligazioni ad alto rendimento perché le società con un merito creditizio più alto tendono ad acquistare quelle che emettono corporate ad alto rendimento", continua Edmonds. "L'altro aspetto positivo è che l'offerta quest'anno è cresciuta con forza. Negli Stati Uniti ha raggiunto su base analizzata i 365 miliardi di dollari, molto al di sopra dei  262 miliardi di dollari del 2010. In Europa accade lo stesso.  Una parte di queste emissioni sono servite per i rifinanziamenti, un dato positivo per il mercato che ridimensiona le preoccupazioni riguardanti l'alto numero di titoli ad alto rendimento le cui scadenze si avvicinano nei prossimi anni nei mercati dei high yield e del credito".

 

La minaccia principale per un tale risultato nel mercato delle obbligazioni ad alto rendimento sarebbe rappresentata, secondo  Edmonds, da un rallentamento dell'economia  globale e dal deterioramento della qualità del credito prima della  scadenza nel  2013 e nel 2014 di una grande quantità di titoli. Per l'immediato, Edmonds resta selettivo e concentra l'esposizione del fondo ai titoli ad alto rendimento sulle utilities e su altri settori difensivi.

 

Il fondo ha ridotto la sua allocazione dei titoli con le classi di merito più alte. Lo stesso vale per i mercati emergenti, dove la minaccia di una ulteriore volatilità ha portato a ridurre una parte del debito sovrano e societario detenuto nei fondi denominati in dollari. "Gradualmente, abbiamo spostato il nostro investimento verso il debito dei mercati emergenti in valuta locale, dove individuiamo una combinazione di tassi di interesse più alti, mentre le banche centrali stanno avviando cicli di politiche più restrittive, e un rafforzamento graduale delle valute".

 

 

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