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Congresso Anasf, è subito scontro tra i delegati

5/13/2011 | Marcella Persola

l IX Congresso Nazionale Anasf che si sta svolgendo a Parma è già entrato nel vivo. Subito dopo la relazione del presidente uscente la discussione è entrate nel vivo. Al centro del dibattito...


Il IX Congresso Nazionale Anasf che si sta svolgendo a Parma è già entrato nel vivo. Subito dopo la relazione del presidente uscente Elio Conti Nibali (leggi articolo correlato), già nella fase di approvazione delle commissioni di studio (Statuto, Decentramento, Evoluzione della Pofessione, Formazione, Sviluppo e Marketing) la discussione si è animata.

Oggetto della discussione la proposta di istituire una nuova commissione di studio dedicata al Contratto e alla Previdenza proposta da Luigi Criscione. La proposta dopo essere stata messa ai voti, è stata bocciata da 70 delegati contro 68 favorevoli e 4 astenuti, creando però un po' di “chiacchiericcio” in sala, nonostante il presidente dei lavori congressuali, Francesco Priore, abbia spiegato che il tema “sarà comunque dibattuto nelle altre commissioni di studio”.


Ma la polemica si inasprisce quando a prendere parola sono stati i quattro rappresentanti delle cinque liste che si sono presentate. Dopo l'intervento di Sergio Malizia, delegato eletto e consulente finanziario (ex-promotore finanziario) di Banca Fideuram che ha sottolineato l'importanza di istituire un contratto benchmark, un contratto che debba essere proposto negli incontri formali, anche perché “molte società sono in vendita, e nel futuro assisteremo sempre di più a una fase di concentrazione e questo diminuirà il valore del nostro portafoglio”, si susseguono sul palco i rappresentanti di 4 delle cinque liste che si sono presentate alle elezioni. Unico a non intervenire è Antonio Abate.

 

Il primo a prendere la parola è Angelo Cerea che dopo aver ricordato i risultati importanti dell'associazione, in primis come lo start up dell'Albo dei Consulenti Finanziari (ex-promotori finanziari), secondariamente il progetto Economicamente ha sottolineato come è vero che l'associazione sia cresciuta ma “sarebbe pura miopia non vedere come è cresciuta” ossia solo con iscritti provenienti da alcune mandanti. Ha poi ricordato il capolista della Lista 1 e vice-presidente vicario uscente che le nuove sfide sono tante dalla cronica mancanza di appeal della professione, che non favorisce il ricambio generazionale, al problema della remunerazione. “Il mercato è cambiato, si è evoluto, vale la pena mantenere una remunerazione che è legata al management fee, che è legata alle masse, non dovrebbe (la remunerazione, ndr) basarsi invece sul rapporto con il cliente?”. Infine ricorda come solo con una gestione unitaria dell'associazione, si possono ottenere dei risultati. E che le modifiche allo statuto possono portare risultati di efficienza oggi, ma non domani.

 

Un messaggio chiaro, diretto a Maurizio Bufi e alle liste 2 e 3 che premono per una modifica dello Statuto. Ma la risposta di Maurizio Bufi è chiara. Per Bufi all'associazione serve una governance più efficiente e moderna, perché il mondo è cambiato e le associazioni devono cambiare la propria governance per rispondere meglio alle esigenze dei propri associati. “Due sono i messaggi che vanno condivisi (della relazione del presidente uscente ndr)” dice Bufi “la continuità e il rilancio. Abbiamo un patrimonio importante dobbiamo rilanciarlo”.


Di tutt'altro parere Franco Ragone, capolista della Lista 4, che mette in guardia dal nuovo modello che si potrebbe creare con le modifiche allo Statuto. “Fino ad oggi ha prevalso un modello partecipativo, in cui le differenze sono sempre state considerate una ricchezza. Sembra farsi strada la volontà di passare a un modello maggioritario ove sia la maggioranza responsabile del governo a coprire tutto, escludendo la minoranza. Ma conviene a un'associazione di categoria tenere conto solo di una parte?” domanda Ragone.

 

Infine per Guido Rispoli, rappresentate della Lista 3 apparentata con la lista 2 si fa un processo alle intenzioni. Nessuna modifica è stata approvata. “Maggioranza significa essere coerenti e portare avanti la linea politica nel rispetto di chi ci ha eletto” ha precisato. Per Rispoli  “il problema è capire come interpretare i termini gestione unitaria o modello partecipativo. Se il significato è la logica della spartizione, allora non siamo d'accordo, se invece per gestione unitaria si intende avere una visione comune sugli intenti da perseguire allora siamo tutti concordi”. E conclude incalzando: “Ricordatevi che nessuno è indispensabile; alcuni sono utili, altri invece sono dannosi”. I lavori delle Commissioni hanno inizio e sembra che non saranno certo così tranquilli.

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