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High yield, Sparinvest punta sulle banche europee

5/28/2014 | pieremilio.gadda

Per Klaus Blaabjerg, head of fixed income della boutique Sparinvest, i bond high yield sono favoriti da molteplici fattori. La preferenza va a bond bancari ed energia


Tassi di default stabili, sotto il 2-3% per i prossimi due anni. Eccessi di pessimismo sullo stato di salute del settore bancario e sui pericoli di una spirale deflattiva in Europa. Un premio di liquidità molto attraente rispetto a passato. E lo scenario macroeconomico in miglioramento. Sono queste, secondo Klaus Blaabjerg, head of fixed income della boutique Sparinvest, le ragioni per essere ancora ottimisti sul segmento high yield a livello globale. Con una preferenza per alcuni temi, a cominciare dai bond bancari dell’Unione Europea.

 

“Non ci sono ragioni per temere che le banche falliscano gli stress test - rassicura Blaabjerg -. Siamo grati ai regolatori per il lavoro che stanno svolgendo a favore dei detentori di bond: forzano le banche a ridurre la leva finanziaria e rafforzare i coefficienti patrimoniali e questo rende i finanziari la migliore storia creditizia disponibili sul mercato”. Un trend particolarmente virtuoso se confrontato a quello in atto in altri settori, dove le aziende iniziano a focalizzarsi sulla creazione di valore per gli azionisti, diventando più aggressive nelle politiche di dividendo e buy back, a svantaggio di chi investe nel reddito fisso. “Gli aspetti regolamentari e la convinzione che le perdite delle banche siano destinate a scendere sull’onda della ripresa dell’economia europea, ci rende fiduciosi che il settore possa continuare a sovraperformare, sebbene in misura inferiore rispetto al passato”, conclude Blaabjerg.

 

Contestualmente, il capo del reddito fisso di Sparinvest continua a privilegiare il settore energetico, ritenuto una protezione ideale contro potenziali rischi geo-politici. Quando questi ultimi riemergono, tipicamente, si assiste ad un risalita del prezzo del petrolio. “È vero che nel lungo termine la rivoluzione dello shale gas (gas di scisto ndr) rappresenta un pericolo per l’oro nero - concede il gestore - ma la nostra esposizione al comparto ha una durata finanziaria contenuta, tra 3 e 5 anni. In quest'orizzonte, il mondo continuerà ad avere sete di petrolio”.


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