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La Cassazione sulle liberalita’ indirette: accertamento senza scadenza?

7/27/2016 | Stefano Massarotto – Facchini Rossi Soci

Una sentenza solleva alcuni punti interrogativi su possibili ripercussioni sotto il profilo dell'imposta di donazione


Il contribuente che per sfuggire ad un redditometro autodenuncia di aver ricevuto una liberalità indiretta dai genitori diversi anni prima si trova a dover fare i conti con pesanti ripercussioni sotto il profilo dell’imposta di donazione. Questo è quanto affermato dalla Cassazione n. 13133/2016 depositata lo scorso 24 giugno che riporta il caso di due fratelli che avevano ricevuto in regalo dai genitori 2,5 miliardi di lire (1,29 milioni di euro), versati tramite assegno circolare su conto corrente cointestato e utilizzati per comprare le abitazioni.

 

La Corte in tale circostanza afferma che una volta “autodichiarata” la liberalità indiretta, il termine di decadenza per la riscossione dell’imposta di donazione decorre dall’autodenuncia e non dall’effettuazione della liberalità (che può essere avvenuta anche molti anni prima). Ma quindi l’accertamento delle liberalità indirette è senza scadenza?

 

In realtà a nostro avviso, il meccanismo stesso di accertamento delle liberalità indirette implica che quest’ultimo si inneschi nell’ambito di un accertamento ai fini di altre imposte (solitamente imposte dirette), dai cui termini di accertamento non si potrà mai prescindere. Quindi a nostro avviso l’Amministrazione Finanziaria può accertare l’evento che ha costituito la liberalità indiretta (ad es. bonifico su c/c) esclusivamente entro gli ordinari termini di accertamento ai fini IRPEF (ordinariamente 5 anni).

 

Rimaniamo in attesa di osservare le future linee giurisprudenziali; che sia il preludio di un orientamento comune?

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