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Fondi comuni, due nuovi alleati per le SGR

6/7/2014 | Francesco D'Arco

L'autorità di vigilanza guidata da Giuseppe Vegas con la consultazione avviata lo scorso 28 maggio 2014 spalanca le porte ad uno sviluppo importante del rapporto tra sgr e banche.


Il mondo dei fondi comuni ha due nuovi alleati: la Consob e la Mifid II. L'autorità di vigilanza guidata da Giuseppe Vegas con la consultazione avviata lo scorso 28 maggio 2014 sulla distribuzione dei prodotti finanziari complessi presso la clientela al dettaglio, e che si concluderà il prossimo 30 giugno (Consob mette al bando i prodotti complessi per il retail) non si limita solo ad applicare e, secondo molti osservatori, ad anticipare alcune disposizioni previste dalla Mifid II, ma spalanca le porte ad uno sviluppo importante del rapporto tra sgr e banche

 

Tra le diverse misure proposte nella consultazione della Consob spicca: l'intenzione di voler raccomandare agli intermediari di astenersi dal distribuire direttamente a clienti al dettaglio diverse tipologie di prodotti finanziari, nelle quali sono ravvisabili caratteristiche di complessità molto elevata; e l'intenzione di voler raccomandare agli intermediari di distribuire a clientela al dettaglio le tipologie di prodotti che presentano connotazioni strutturali di elevata complessità ma solo nell’ambito di un servizio di consulenza evoluta. 

 

Detto in altri termini vige un forte no, ad esempio, ai prodotti finanziari derivanti da operazioni di cartolarizzazione di crediti o di altre attività; un no a prodotti finanziari credit linked (esposti ad un rischio di credito di soggetti terzi); un no ai prodotti finanziari con leva maggiore di 2; un no a prodotti finanziari incorporanti quattro o più componenti derivative. Ma in questi ultimi due casi è prevista un'eccezione: gli OICR.

 

E nel caso dei prodotti ammessi alla distribuzione, ma solo dopo una consulenza evoluta, spiccano ad esempio prodotti finanziari con leva maggiore di 1, con esclusione degli Ucits; prodotti finanziari incorporanti tre componenti derivative, ad esclusione degli Oicr; e i fondi comuni di investimento alternativi, ovvero non Ucits che investono in crediti e/o in operazioni di cartolarizzazione, o in titoli di società in crisi. 

 

Insomma via libera, senza "divieti", ai fondi comuni che ricevono un bollino di qualità da parte della Consob che li riconosce in quanto strumenti adatti alla clientela retail e apre, indirettamente, le porte ad un rapporto nuovo tra distributori ed SGR. E in particolare, secondo molti osservatori, tra banche ed Sgr dal momento che il divieto alla distribuzione di molti strumenti complessi, che in passato hanno trovato spazio nelle strategie di sviluppo degli istituti di credito, ora dovranno lasciare spazio al mondo dei fondi comuni non toccati da questa consultazione. Un segnale importante per l'industria del risparmio gestito che potrebbe trovare nuova linfa per il prossimo futuro

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