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Capital Group: non ci sarà una bolla obbligazionaria

3/17/2017

Gli investitori non hanno motivo di lasciarsi prendere dal panico


In vista di ulteriori aumenti dei tassi di interesse ad opera della Fed nel 2017, è opportuno che gli investitori vendano i titoli a reddito fisso? Secondo Luke Farrell, direttore degli investimenti nel reddito fisso di Capital Group, la risposta è no. In qualunque contesto, le obbligazioni rivestono molteplici ruoli nell'asset allocation complessiva. Inoltre, non tutte le obbligazioni sono penalizzate dall'aumento dei tassi: in particolare se questo avviene a un ritmo più lento delle aspettative. Anche se la campagna della Fed potrebbe rappresentare un ostacolo per i titoli a reddito fisso, gli investitori non hanno motivo di lasciarsi prendere dal panico.

 

Stando ai principali giornali di finanza, la bolla delle obbligazioni starebbe per scoppiare e ci staremmo avvicinando a quello che viene definito il 'Bondmageddon'. Tuttavia, la Fed prevede di agire in maniera piuttosto progressiva, effettuando quest'anno tre interventi da 25 punti base ciascuno. Gli investitori obbligazionari si aspettano un iter più graduale e il mercato dei future sconta solamente due rialzi. Negli ultimi anni la Fed ha spesso sovrastimato l'entità dei rialzi effettuati. Secondo i principi base della matematica delle obbligazioni, a fronte di rialzi graduali molti fondi obbligazionari registrerebbero perdite riconducibili ai tassi molto ridotti, se non del tutto azzerati. Inoltre, bisogna tenere in considerazione che l'aumento dei rendimenti fa salire la domanda di obbligazioni la quale, a sua volta, aiuta a evitare che i rendimenti salgano in maniera eccessiva o troppo rapida. L'aumento dei rendimenti delle obbligazioni statunitensi continuerà ad attirare gli investitori stranieri, i cui mercati locali offrono rendimenti molto inferiori. Con l'aumento dei rendimenti, i fondi comuni, i piani pensione e le grandi compagnie assicurative potrebbero inoltre potenziare i loro investimenti nel reddito fisso.

 

Il mercato azionario è stato fortemente rialzista di recente, soprattutto grazie all'ottimismo legato ai cambiamenti politici e al potenziale stimolo infrastrutturale negli Stati Uniti. Tuttavia l'incertezza, sotto forma di un maggiore rischio geopolitico e di un potenziale incremento degli attriti sui temi del commercio globale e dell'immigrazione, sta adombrando le prospettive economiche globali. Tale situazione rappresenta un ostacolo per un inasprimento aggressivo da parte della Fed, sottolineando la necessità di detenere obbligazioni in grado di proteggere il portafoglio, diversificando il rischio azionario e preservando il capitale. Gli obiettivi politici più ottimisti dell'amministrazione statunitense non saranno realizzati prima di qualche mese almeno, anche se il mercato sta già scontando conseguenze positive.

 

“Gli investitori sono prudenti nel considerare le implicazioni dell'aumento dei tassi, ma anche nel considerare i rischi per i mercati globali che non devono essere ignorati o sottovalutati. Ritengo dunque che possedere fondi obbligazionari che possano trarre vantaggio dall'aumento dei rendimenti e fornire una protezione dagli shock di mercato, mantenendo una scarsa correlazione con le azioni, sia oggi più importante che mai”, conclude Farrell.

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