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Barroso, ecco la Road Map

10/13/2011

Barroso accelera sul fondo salva-Stati permanente: «Entri in vigore nel 2012».


Una road map per uscire dalla crisi dell'euro. Il presidente della Commissione europea presenta il piano per restaurare la fiducia nell'area euro e indica una serie di azioni da adottare rapidamente e in modo integrato. Il tempo stringe e Jose Manuel Barroso sottolinea che al vertice europeo del 23 ottobre «dobbiamo raggiungere un accordo».

Nella road map illustrata da Barroso all'Europarlamento compaiono alcune novità rilevanti sulle quali andrà verificata la disponibilità dei paesi membri. La Commissione europea invita, ad esempio, i paesi euro ad anticipare di un anno, dal 2013 al 2012, l'istituzione del Fondo europeo di stabilità che prenderà il posto dell'Efsf.«Il fondo salva-Stati deve essere potenziato per essere più di uno scudo, deve avere un vera e propria potenza di fuoco», ha detto Barroso. La differenza tra l'attuale Fondo salva-stati (Efsf) e quello attualmente previsto da metà 2013 (Esm) riguarda due aspetti. Il primo i mezzi a disposizione: attualmente l'Efsf, cioé il Fondo che emette bond e poi presta il ricavato agli stati sotto programma di assistenza (Grecia, Irlanda e Portogallo), opera sulla base di garanzie degli stati. Il Fondo permanente avrà una capacità di prestito di 500 miliardi effettivi (e non 440 miliardi come l'Efsf) a fronte di un capitale autorizzato di 700 miliardi più un capitale iniziale versato di 80 miliardi con versamenti diluiti in cinque anni e l'impegno a mantenere un minimo di 15% di ratio tra capitale versato e totale delle emissioni in essere. Il secondo motivo riguarda il coinvolgimento diretto delle banche alla ristrutturazione del debito sovrano: da luglio 2013 tutti i nuovi titoli emessi dai governi Eurozona con scadenza superiore all'anno conterranno una clausola di azione collettiva che renderà possibile ciò che oggi é soltanto volontario. Si tratta di vedere se anche questa parte degli accordi sull'Esm sarebbe anticipata dato che a luglio la Ue si era impegnata a prevedere la clausola sui nuovi bond a partire da metà 2013.


 

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