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Debito Usa, Obama firma

8/3/2011 | federico leardini

Il via libera a poche ore dalla scadenza prevista per il default, a mezzanotte ora americana


Dopo il via libera della Camera, anche il Senato Usa ha approvato il piano sul tetto del debito, con 74 sì e 26 voti contrari, quindi 14 voti in più dei 60 necessari al passaggio della misura. Il testo è stato inviato al presidente Barack Obama che lo ha subito firmato. "E' stato evitato un default che avrebbe devastato l'economia", ha detto Obama, ribadendo però le critiche all'azione del Congresso sottolineando che "il nodo del debito si sarebbe potuto risolvere definitivamente" e che "non bisognerebbe andare così vicino al rischio di una catastrofe per agire". "Dobbiamo fare tutto quello che possiamo per far crescere l'economia e rimettere gli americani al lavoro", ha aggiunto il presidente rilanciando: "Le aziende hanno bisogno di certezze per tornare ad assumere".

L'accordo sul debito approvato "è il primo passo, le parti dovranno lavorare ad un accordo più ampio, non si può ridurre il deficit solo con i tagli, sono necessarie riforme fiscali affinché i più ricchi e le corporation paghino la loro parte", ha aggiunto il presidente. La "prossima fase" comprenderà la riforma fiscale, l'estensione dei sussidi di disoccupazione e il taglio delle tasse per la classe media. L'appello di Obama al Congresso è pressante, le questioni vanno affrontate alla ripresa di settembre: "Gli elettori forse hanno scelto un governo diviso, ma di certo non hanno votato per un governo che non funziona. Vogliono che noi risolviamo i problemi". Dopo la firma del presidente il piano è ora legge, a poche ore dalla scadenza della mezzanotte che era stata fissata per far scattare il default.

Il piano prevede un aumento del tetto del debito di almeno 2.100 miliardi di dollari, associati a tagli della spesa di pari valore. Le misure verranno implementate in fasi successive e i settori a cui verranno ridotti i fondi saranno decisi da una commissione bicamerale entro novembre. L'accordo non scongiura il rischio di un downgrade (l'abbassamento della valutazione) del debito pubblico americano da parte delle agenzie di rating: l'ammontare della misura è decisamente inferiore ai 4.000 miliardi di dollari identificati da Standard & Poor's per il mantenimento del rating AAA (il migliore).

Per il momento le agenzie di rating hanno però difeso le nuove norme: sia Fitch che Moody's hanno confermato la tripla A, anche se l'outlook, la previsione, è negativa: "Moody's - si legge in un comunicato dell'agenzia - indica che ci potrebbe essere il rischio di una abbassamento del rating se ci sarà un allentamento nella disciplina fiscale nel prossimo anno; se non saranno adottate nel 2013 ulteriori misure di consolidamento fiscale; se l'outlook economico si dovesse deteriorare ulteriormente o ci sia un apprezzabile aumento del costo del finanziamento per il governo Usa oltre quanto è previsto al momento"

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