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6/15/2011
La crisi non ha intaccato il patrimonio finanziario delle famiglie italiane: nel 2010 la ricchezza 'private' ha raggiunto 896 miliardi di euro, con un aumento del 3,2% rispetto agli 868 miliardi dell'anno precedente.
Lo afferma una ricerca dell'Associazione italiana di private banking (Aipb), secondo cui l'Italia detiene un livello di ricchezza finanziaria in proporzione al valore delle attivita' produttive relativamente elevato , con un tasso del 294%, che e' significativamente superiore in Europa ad altre grandi economie, come la Francia (251%) e Germania (235%).
''In un contesto in cui la dimensione del debito estero e la sua copertura da parte del patrimonio privato sono riconosciuti ormai quali indicatori della sostenibilita' finanziaria di una nazione'', afferma l'Aipb, il livello attuale di ricchezza finanziaria in Italia e' in grado di controbilanciare il suo livello di debito pubblico al pari di Germania e Francia: in Italia per ogni euro di ricchezza finanziaria ne corrispondono 0,67 di debito pubblico, lo stesso livello della Francia e simile a quello della Germania (0,62 euro). Quasi la meta' (421 miliardi, il 47% del totale) di questa ricchezza viene gestita dal settore del private banking.
''Il private banking - commenta Bruno Zanaboni, segretario generale dell'Aipb - rappresenta per il sistema bancario un'ampia provvista di liquidita' poco sensibile alla volatilita' dei mercati, che contribuisce a migliorare la resistenza del sistema grazie alla costanza dei flussi generati e diminuendo la necessita' di patrimonializzazione richiesto da Basilea3'', conclude Zanaboni.
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