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Generali, addio a Geronzi

4/8/2011

Le reazioni internazionali alle dimissioni di Geronzi e le ipotesi sul futuro di Generali


 

ll Wall Street Journal annuncia le dimissioni di Cesare Geronzi dalla presidenza di Generali come "una giornata di sole", il Financial Times prevede un'era di "maggiore calma", Les Echos immagina che il predecessore Antoine Bernheim stia ridendo sotto i baffi.
La partenza di Geronzi, dopo meno di un anno, è per il Wall Street Journal una "buona" cosa per la compagnia di assicurazioni e per l'Italia.
L'uscita di scena del banchiere 76enne segna la "gradita fine di uno scontro nel Cda che stava destabilizzando uno dei più grandi gruppi assicurativi europei".
Le sue dimissioni, aggiunge il quotidiano economico, "potrebbero anche chiudere il capitolo del suo stile di vecchie politiche di potere italiane, segnando un punto di svolta nella governance" delle grandi compagnie del paese.
Il Wsj ricorda che Geronzi ha avuto una "lunga e controversa carriera".
Anche se nega di avere commesso reati, è accusato di avere contribuito alla bancarotta di Cirio, quando era presidente della Banca di Roma. La sua presidenza di Capitalia – continua il giornale Usa - ha portato alle dimissioni di uno "stimato" amministratore delegato (Matteo Arpe, ndr) e alla vendita della banca a Unicredit.
Durante la sua presidenza a Mediobanca, "il valore del titolo della banca si è quasi dimezzato".
E da quando Geronzi è arrivato alle Generali, prosegue il Wsj, gran parte del sovrapprezzo delle sue azioni rispetto al settore assicurativo europeo "si è evaporato nel timore che avrebbe usato il notevole potere d'investimento (di Generali) a fini politici".
Gli investitori si sono "allarmati", aggiunge il quotidiano, per i recenti commenti di Geronzi a sostegno di progetti infrastrutturali "controversi" come il ponte sullo Stretto di Messina.
L'intero sistema imprenditoriale italiano "avrà da guadagnare", conclude il Wsj, se la sua partenza "aumenterà la fiducia degli investitori nella trasparenza delle politiche di investimento di Generali e nell'indipendenza del suo Cda".
Il Financial Times descrive "uno dei più drammatici colpi" della finanza italiana degli ultimi anni. A un Cda straordinario, riferisce il Ft, la minaccia di una decina di consiglieri "ribelli" di votare contro la presidenza di Geronzi ha portato alla sua decisione di dimettersi.
Secondo il quotidiano britannico, alcuni banchieri a Milano dicono che l'uscita di Geronzi riflette anche "l'appannarsi del potere politico di Berlusconi".
Si chiude così uno scontro nel Cda "drammatico anche per gli standard del mondo da cappa e spada della finanza italiana", scrive ancora il Financial Times.
Nel comunicato con cui Generali annuncia le dimissioni di Geronzi, la "sola indicazione di una faida dietro le quinte" si ha dalla frase in cui la compagnia dice di sperare che la decisione è intesa ad avere "un'influenza favorevole sul clima nella compagnia".

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