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Italia, recessione anche nel 2013

11/6/2012

Secondo le stime dell'Istat, i segnali di ripresa non sono sufficienti a ribaltare il segno negativo.


Il Pil italiano scenderà del 2,3% quest'anno e dello 0,5% il prossimo, "nonostante l'attenuazione degli impulsi sfavorevoli e un moderato recupero dell'attività economica nel secondo semestre.

 

La caduta del Pil iniziata nel terzo trimestre del 2011 dovrebbe proseguire, con intensità sempre più contenute, fino al secondo trimestre del 2013", si legge ne 'Le Prospettive per l'economia italiana nel 2012 e 2013'. "La durata della crisi attuale - evidenzia l'Istat - supererebbe così sia quella del biennio 2008-09 (5 trimestri) sia quella del periodo 1992-93 (6 trimestri)".



Crescita

Il Pil diminuirebbe del 2,3% in media d'anno, "a causa di un contributo marcatamente negativo della domanda interna (-3,6%, al netto delle scorte), solo in parte compensato da quella estera netta (pari a 2,8%, circa il doppio rispetto al 2011). La stima è dell'Istat, secondo cui "la domanda estera netta risulterebbe, in entrambi gli anni, la principale fonte di sostegno alla crescita, con un contributo rispettivamente pari a 2,8 e a 0,5 punti percentuali nei due anni considerati, mentre il contributo della domanda interna al netto delle scorte è previsto rimanere negativo sia nel 2012 (-3,6 punti percentuali) sia nel 2013 (-0,9 punti percentuali). 
 

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