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Cigni neri a confronto

3/24/2020

Analogie e differenze tra l’attuale crisi e i crolli di mercato del 1987, del 2001 e del 2008. L’analisi di Edmond de Rothschild (Suisse)


I cigni neri sui mercati finanziari sono eventi imprevedibili e dirompenti, ma non sono tutti uguali. Alcuni possono essere di breve durata, altri limitati ad un’asset class oppure globali con conseguenze di vasta portata.  Gilles Prince, chief investment officer di Edmond de Rothschild (Suisse), mette a confronto l’attuale crisi con le fasi di crollo avvenute nel 1987, nel 2001 e nel 2008, mettendo in luce analogie e differenze.

 

“Gli eventi dell'11 settembre hanno avuto un impatto sul mercato piuttosto breve, poiché i prezzi si sono ripresi prima della fine dell'anno” spiega Prince. “All'indomani degli attentati terroristici è stato tuttavia necessario chiudere temporaneamente i mercati finanziari. Il crollo del 1987 fu una reazione molto rapida dei prezzi (-25%), che innescò in seguito molti punti interrogativi sul funzionamento dei mercati e sulla strategia assicurativa di portafoglio. Ci vollero quasi due anni perché l'indice S&P 500 si riprendesse completamente. Il 2008 è stato un evento completamente diverso, o una catena di eventi, che ha dato forma a quella che divenne nota poi come "crisi finanziaria globale". Il crollo di Lehman Brothers potrebbe probabilmente essere considerato il momento in cui il panico ha attanagliato gli investitori... I mercati hanno impiegato anni per riprendersi, anche se il 2009 è ricordato come un anno solido per la maggior parte delle asset class coinvolte”.

 

Questi eventi hanno cause differenti e inducono le autorità ad adottare diverse reazioni. “Ad esempio” prosegue Prince “durante gli attacchi terroristici dell'11 settembre, le risposte sono passate attraverso un arresto delle attività commerciali e uno stop della politica. Il lunedì nero del 1987 costrinse la Fed a fornire ai mercati liquidità immediata insieme all'introduzione di salvavita ancora oggi utilizzati. Infine, la reazione delle autorità alla crisi del 2008 è ben nota ed ancora in atto, ovvero l'allentamento quantitativo da parte delle Banche centrali e l'inasprimento della regolamentazione bancaria”.

 

Secondo lo strategist si possono imparare alcune cose da questi eventi:

 I mercati reagiscono in modo forte e rapido a un cigno nero, a condizione che lo shock sia legato ai mercati finanziari o all'economia.

La reazione dei player di mercato tende ad essere esagerata, a provocare un eccesso di vendite e quindi opportunità di acquisto e un conseguente rimbalzo;

Tutti i cigni neri sono diversi per natura, tempo e portata. Possono scatenare reazioni diverse da parte dei mercati e delle autorità, ma si tratta di azioni che il più delle volte rappresentano punti di svolta decisivi;

Lo shock è temporaneo e i mercati si riprendono alla fine, anche se ci vuole tempo. Il timing è assolutamente un problema.

  

!Il cigno nero chiamato Covid-19 non fa eccezione" evidenzia Prince. "Questa crisi è per sua stessa natura temporanea, anche se ha una durata incerta. L'impatto economico non è ovviamente da sottovalutare, ma non appena gli investitori registreranno un affievolimento dell'epidemia e potranno valutarne meglio le conseguenze economiche, i prezzi di mercato si allontaneranno dai livelli di crisi. Come primo passo, le vendite indiscriminate saranno sostituite da acquisti selettivi. Con i prezzi delle azioni scesi del 30% o del 40%" conclude lo strategist, "si possono certamente trovare asset di qualità a valutazioni scontate".

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