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USA, leggera crescita per la seconda parte dell'anno

8/4/2011 | Marco Gementi

Il dibattito sull'innalzamento del tetto del debito si è concluso e l'economia mondiale potrebbe aver tirato un sospiro di sollievo anche se è chiaro che gli Stati Uniti non stanno performando come previsto.


Il dibattito sull'innalzamento del tetto del debito si è concluso e l'economia mondiale potrebbe aver tirato un sospiro di sollievo anche se è chiaro che gli Stati Uniti non trascineranno l'economia globale come previsto.


Alla luce dei deludenti risultati del PIL e del ISM del secondo trimestre Schroders ha tagliato le previsioni di crescita del 2011 passando dal 2,6% all' 1,8%.  Per il 2012, invece, la crescita è stimata al 2,7%, quando in precedenza era stata del 2,9%.


Anche se l'economia ha deluso Keith Wade, chief economist di Schroders si aspetta un' accelerazione nella seconda parte dell'anno a seguito di due considerazioni.
In primo luogo; l'effetto del terremoto in Giappone sulla catena di produzione del settore auto, che ha causato una contrazione del 23% del mercato e un punto percentuale in meno sulla spesa dei consumatori, dovrebbe dissolversi.
In secondo luogo; l'aumento dell'inflazione ha spremuto il PIL reale ma l'impatto diminuirà a pari passo con la stabilizzazione dei prezzi delle commodity.
Infine siamo ancora alla ricerca di un aumento degli investimenti corporate sul retro dei forti profitti e del buon cash flow.
Tuttavia riconosciamo che l'incertezza causata dal dibattito sul debito ha costretto le imprese a ritardare le decisioni di spesa.


La crescita sarebbe più forte l'anno prossimo se il taglio del 2% delle imposte sui salari fosse esteso, ma è difficile vedere tutto ciò per motivi di tempo e di approvazioni legislative. I tagli, accettati come parte del pacchetto per aumentare il tetto del debito, vengono attuati da oltre dieci anni, quindi non si vedranno impatti significativi.

Le International Financial Statistics indicano che ci sarà come risultato un restringimento del 1,5% del PIL nel 2012.
Dopo il lungo dibattito sul debito, è chiaro che lo stimolo fiscale non è più all'ordine del giorno, anzi è probabile che un'ulteriore stretta dovrà essere annunciata se gli Stati Uniti vorrano mantenere il rating AAA come i 2400 miliardi di tagli insufficienti, che i più vedono come necessario per stabilizzare il debito.

Tale visione mette più onere sulle spalle della politica monetaria e, mentre non si vede il ritorno dell' alleggerimento quantitativo, spingiamo per un rialzo dei tassi da parte della Fed per il settembre del prossimo anno. 

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