Tempo di lettura: 3min

Decarbonizzare il pianeta, la strada è tracciata

11/8/2019 | Redazione Advisor

Gli esperti di Decalia AM spiegano che sono “attesi ingenti investimenti in energia rinnovabile, veicoli elettrici, idrogeno, biocombustibili e cattura di CO2”


“Dimenticate gli unicorni della Silicon Valley, il carbonio è la rivelazione del momento!”. Come spiegano gli analisti di Decalia AM “sul Mercato Delle Emissioni Europee (EU Emissions Trading System - ETS), il prezzo per tonnellata di CO2 è più che triplicato negli ultimi due anni. Il che dovrebbe essere musica per le orecchie del gruppo di giovani attivisti climatici che hanno seguito Greta Thunberg per le strade. Infatti, per la prima volta in quasi 15 anni di esistenza, il mercato del carbonio sta facendo ciò per cui è stato creato: fornire incentivi economici per il cambiamento. L’EU ETS è basato sul ‘cap and trade’”.

In altre parole, “esiste un limite aggregato di quanti gas serra possono emettere gli stabilimenti rientranti nel sistema. Le ‘quote’ sono in seguito vendute all’asta o distribuite. Ogni anno, le società devono segnalare le proprie emissioni e cedere l’ammontare corrispondente di quote. Se non hanno abbastanza quote, devono andare sul mercato e comprarne da società che ne hanno in avanzo – o pagare una considerevole multa. Negli scorsi anni l’UE ha scelto di ritirare gradualmente le assegnazioni gratuite di quote, accelerare il ritmo a cui il limite massimo viene ridotto ed implementare una ‘Riserva Stabilizzatrice del Mercato’ per affrontare squilibri temporanei di domanda e offerta. Tre riforme che hanno senza dubbio contribuito alla recente impennata del prezzo del carbonio”.

Ma questa tendenza rialzista, fulcro della lotta contro il cambiamento climatico, continuerà? “Nel breve termine, la Brexit è causa di qualche incertezza. Qualora dovesse concludersi in una Hard Brexit, l’industria UK non rientrerebbe nel sistema e perciò potrebbe essere tentata dal fare dumping delle quote. In caso contrario, una piena integrazione del settore dell’aeronautica nel mercato potrebbe rappresentare un catalizzatore. Più nel lungo periodo, se l’obiettivo del Trattato di Parigi per il 2050 ha una qualche possibilità di essere raggiunto, il carbonio ha certamente bisogno di essere scambiato ad un prezzo (molto) più elevato. Ridurre l'intensità di carbonio della nostra economia comporterà una spesa ingente in diversi settori, con la promessa di rendimenti interessanti anche per gli investitori. L'energia rinnovabile è un primo e ovvio candidato”.

“Una recente pubblicazione di Morgan Stanley - sottolineano gli esperti - stima che entro il 2050 dovrà essere sviluppata una capacità di 24.000 GW - un incremento di più di 10 volte. Questo calcolo è basato sull’aumento delle rinnovabili fino all’80% della produzione di energia elettrica, considerando anche il fabbisogno incrementale di energia che proverrà dai veicoli elettrici e dagli impianti industriali alimentati a idrogeno. Infatti, si prevede che la flotta globale di veicoli elettrici arriverà a 113 milioni e 924 milioni rispettivamente entro il 2030 e il 2050 - un enorme aumento della penetrazione sotto la pressione di standard di emissione sempre più rigidi. Per quanto riguarda l'idrogeno, viene visto come un'opportunità per ridurre le emissioni nel settore industriale, più che per le autovetture. Nel settore dei trasporti, anche i biocarburanti di seconda e terza generazione (prodotti da fonti non alimentari) dovrebbero svolgere un ruolo nella transizione verso un mondo dominato dai veicoli elettrici e potrebbero in seguito essere utilizzati nell'aviazione”.

Tuttavia, “pensare che l'economia globale possa passare da un'emissione record equivalente a 53,5 gigatonnellate di CO2 nel 2017, a zero nel 2050 è irrealistico. Alcuni settori semplicemente non hanno alternative. Ma l'obiettivo dell'accordo di Parigi è in realtà ‘net zero’, ciò significa che le emissioni rimanenti possono essere compensate rimuovendo CO2 dall'atmosfera. Oltre a piantare alberi, la cattura e lo stoccaggio del carbonio è quindi una strada necessaria, anche se costosa”.

“Per attivare tali progetti, l'Agenzia Internazionale per l'Energia ha fissato l'incentivo governativo richiesto a 40 dollari per tonnellata di CO2 - circa il 50% al di sopra del prezzo di mercato attuale...”, concludono gli economisti di Decalia.

Condividi

Seguici sui social

Advisor è la prima piattaforma interamente dedicata alla consulenza patrimoniale e al risparmio gestito con oltre 38.000 professionisti già iscritti


Accedi a funzionalità esclusive e migliora la tua esperienza di navigazione


  • Leggi articoli esclusivi
  • Salva le tue news preferite
  • Partecipa ad eventi esclusivi
  • Sfoglia i magazine in anteprima

Iscriviti oggi!

Hai già un profilo? Accedi qui

Cerchi qualcosa in particolare?