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Regno Unito, dopo le elezioni ecco cosa accadrà sui mercati

6/9/2017 | Marcella Persola

Dubbi sulla tenuta della sterlina e a livello di obbligazioni, il timore è che il prezzo dei bond possa salire. Ma sul fronte equity più penalizzante per i titoli delle società legate al mercato domestico a seguito della svalutazione della moneta.


Nessuna vittoria netta e un percorso ancora più tortuoso per Brexit. E' questo quanto è uscito dalle urne inglesi nella giornata di giovedì 8 giugno. Ma questo voto che implicazioni avrà sui mercati? Dubbi sulla tenuta della sterlina e a livello di obbligazioni, il timore è che il prezzo dei bond possa salire. Ma sul fronte equity più penalizzante per i titoli delle società legate al mercato domestico a seguito della svalutazione della moneta.

Per David Zahn, head of european fixed income di Franklin Templeton "Tanto più sarà faticoso il negoziato per il governo britannico, quanto più sarà probabile uno scenario di "Brexit duro" che potrebbe lasciare il Regno Unito senza un accordo in sostituzione degli attuali accordi commerciali europei. Quel risultato probabilmente porterebbe a ulteriori svendite della sterlina e all’aumento dei prezzi delle obbligazioni britanniche".

 

Per Jim Leaviss, head of retail fixed interest in M&G Investments "La sterlina si è indebolita durante la scorsa notte, ma solo del 2% circa contro il dollaro USA e l’Euro. C’è stato, invece, un minore impatto sul mercato obbligazionario. A margine, con un Partito Conservatore debole potrebbero esserci minore austerità e minore stretta fiscale in futuro, ma non ci sarà tuttavia un forte aumento nell’emissione di Gilt. Allo stesso tempo, è probabile che l’obiettivo di ridurre il debito UK e il PIL nei prossimi anni persisterà. I mercati delle obbligazioni corporate sono un pochino più deboli con le banche britanniche e le compagnie assicurative i cui spread sono più ampi di 5 basis points. L’Indice iTraxx Main investment grade è più ampio di 0.5 basis points. Ma questi movimenti sono poco significativi".

Per Howard Cunningham, gestore specializzato in reddito fisso di Newton Investment Management (BNY Mellon IM)" I gilt potrebbero beneficiare inizialmente di una “fuga verso gli investimenti rifugio” (almeno per quanto concerne gli investitori UK e le asset class britanniche). Se dovesse apparire probabile la formazione di una coalizione guidata dal partito laburista, i rendimenti dei gilt punterebbero quasi sicuramente al rialzo, poiché un aumento della spesa pubblica determinerebbe un aumento delle emissioni mentre un aumento degli stipendi minimi suggerirebbe un aumento dell’inflazione (entrambi fattori negativi per i bond). I gilt indicizzati all’inflazione potrebbero sovraperformare quelli convenzionali, pur traducendosi in perdite per gli investitori".  

 

Per Alix Steward, fund manager, fixed income di Schroders, osserva: “E' probabile che assisteremo a un sell-off almeno inizialmente, poiché gli investitori richiederanno un ritorno maggiore da questi titoli. Questo perché più spesa pubblica vuol dire più indebitamento statale tramite i mercati obbligazionari e un contesto maggiormente inflativo”. “Sul più lungo termine, tuttavia, i titoli di Stato del Regno Unito restano ben supportati data l’incertezza economica legata al trambusto politico in vista dei negoziati su Brexit”.

 

 

Per lo strategy team di Standard Life Investments "è probabile un allargamento dei credit spread e una sottoperformance del mercato azionario UK e dei Real Estate Investment Trusts (REIT). I GILT probabilmente si rafforzeranno, con un mercato che si concentrerà sulla debolezza del governo e su negoziati per la Brexit più difficoltosi. Più a lungo termine, il mercato sarà probabilmente più attento a come l'eventuale governo influenzerà la politica e il processo decisionale attraverso il parlamento.

 

Andrew Belshaw, head of investment management london di Western Asset (Gruppo Legg Mason)  sottolinea come "siamo sottopesati sulla duration britannica e generalmente neutrali sulla sterlina nei portafoglio dei nostri clienti, e con i rendimenti dei Gilt e i differenziali delle obbligazioni corporate UK che sono un po’ mutati, non anticipiamo nessun cambio immediato nelle strategie di portafoglio.”

 

Bill Street, responsabile investimenti per la regione EMEA di State Street Global Advisors,Bill Street ha commentato: "Mentre la sterlina si indeboliva nelle ultime settimane di campagna elettorale, i mercati si aspettavano ancora una maggioranza conservatrice. Pertanto non deve sorprendere questa iniziale debolezza della sterlina, che potrebbe probabilmente proseguire dato che gli investitori internazionali richiederanno un maggior premio per il rischio. La sterlina è già sostanzialmente sottovalutata rispetto al dollaro e all'euro, perché riflette le future incertezze.

L’iniziale reazione risk-off del mercato porterà una netta diminuzione dei rendimenti dei titoli di stato. Nel breve periodo crediamo che questa situazione potrebbe continuare a causa della forte incertezza politica. Tuttavia l'emergere di una coalizione guidata dai laburisti potrebbe portare a un mercato ribassista per i titoli di stato. Poiché il mercato incorpora nelle valutazioni le promesse elettorali di stimolo fiscale e di una Brexit più “soft”, riteniamo che i rendimenti dei titoli di stato potrebbero intraprendere un percorso di crescita sostenuta nel medio termine".

 

Da BlackRock Investments invece si aspettano, secondo quanto contenuto nel Bulletin, che Bank of England  mantenga le sue politiche accomodanti per sostenere l'economia del paese, a meno che le pressioni di prezzo non diventino più forti.

 

Da Goldman Sachs AM sottlolineano che "Nel medio periodo, l’incertezza politica potrebbe esacerbare i rischi economici. Come descritto nel nostro Outlook sui mercati obbligazionari per il secondo trimestre, riteniamo che la debolezza della valuta e una mancanza di chiarezza sulla Brexit potrebbero gravare sia sui redditi delle famiglie, sia sulle decisioni di investimento delle imprese. I prossimi mesi di riorganizzazione politica potrebbero portare questo effetto ma anche implicazioni per la crescita. Vediamo opportunità in società britanniche selezionate ad elevata capitalizzazione, tuttavia la nostra esposizione verso l’economia domestica è limitata, vista l’ampia percentuale di ricavi delle imprese dell’FTSE 100 provenienti dall’estero. Siamo invece cauti nei confronti delle società britanniche a bassa capitalizzazione che hanno un orientamento più domestico."

 

Paras Anand, cio azionario, Europa, di Fidelity International "la reazione iniziale dei mercati è stata complessivamente pacata. Il primo punto da sottolineare a questo riguardo è che, mentre un parlamento senza maggioranza non era il risultato che molti si aspettavano, il mercato britannico già scontava un periodo di prolungata incertezza politica legata anche alla Brexit. Il fatto di essere in una fase di incertezza politica non è un fatto nuovo. Questa incertezza ha fatto sì che il mercato britannico offra valutazioni interessanti in una prospettiva di lungo termine, in particolare rispetto ad altri mercati globali e questo è uno dei motivi alla base della reazione moderata del mercato". 

 

Per Richard Colwell, responsabile azionario Regno Unito di Columbia Threadneedle Investments “Un certo numero di titoli britannici che potrebbero essere vulnerabili con un governo più interventistico sono stati deboli per un certo tempo (ad esempio i trasporti e le utilities) quindi questa situazione non è totalmente inaspettata per loro. Qualsiasi vendita tra titoli media e leisure potrebbe richiedere acquisizioni. Tuttavia, se la pressione sulla sterlina continua e la valuta sta tornando ai livelli bassi raggiunti di recente, i guadagni del dollaro per le multinazionali quotate a Londra aumenteranno. Ricordiamo che il mercato azionario britannico è molto meno legato all’economia domestica rispetto ai cicli precedenti.” 

 

James Ross gestore del team azionario di Janus Henderson Investors, fa invece due considerazioni. "Innanzitutto, la percezione che ci stiamo addentrando in un contesto politico più incerto (uno sviluppo che si rivelerebbe negativo sia per l’azionario che per la sterlina) e, secondariamente, l'intuizione che  l’atteggiamento adottato dal Governo britannico rispetto alla Brexit potrebbe in qualche modo ammorbidirsi (ovvero l’Esecutivo potrebbe dimostrarsi aperto al dibattito, cosa che sarebbe potenzialmente positiva per l’azionario e la sterlina nel lungo periodo). Il mercato potrebbe focalizzarsi da subito sulla prima reazione. Tuttavia, così come avvenuto il giorno dopo il sorprendente esito pro-Brexit, probabilmente assisteremo a un indebolimento della sterlina (al momento è in calo di circa il 2% rispetto al dollaro), a una sottoperformance dei titoli azionari inglesi (banche, real estate, utility, retailer) e a una sovraperformance degli internazionali (società petrolifere e minerarie, aziende produttrici di beni di consumo e prodotti farmaceutici)".

 

 

 

Julien Lafargue, european equities strategist di JP Morgan Private Bank. " Il mercato azionario nell’Europa continentale dovrebbe rimanere isolato da qualsiasi contagio. Il rischio principale potrebbe manifestarsi nelle società più esposte al mercato domestico del Regno Unito, ma riteniamo che che gli investitori stiano già scontando questa possibilità".

 

 

Da UBS Wealth Management sottolineano che "per l’azionario, nell'ambito della nostra Asset Allocation, siamo sottopesati sui titoli azionari UK e sovrappesati nelle azioni dell’area Euro. Il deterioramento dei dati economici e il calo dei prezzi delle materie prime è probabile che possano pesare sui guadagni UK".

Léon Cornelissen, Chief Economist e Lukas Daalder, Chief Investment Officer di Robeco evidenziano che "La sterlina più debole aiuterà le esportazioni, per cui il FTSE non si ballerà molto e non ci aspettiamo che i titoli azionari europei ne siano molto influenzati. In un più ampio quadro di eventi, non è un evento poi così scioccante".

Per Neil Williams, capo economista di Hermes Investment Management "le azioni e la sterlina potrebbero essere le prime e più ovvie asset class a risentirne".

Per Robert Scammell, Senior Portfolio Manager di Kempen Capital Management. "Analizzando il modello affermatosi negli ultimi mesi, ogni deprezzamento della sterlina ha condotto a un apprezzamento del mercato azionario britannico. Poiché le principali società del Regno Unito generano una parte significativa del loro reddito attraverso l’attività internazionale, il deprezzamento della sterlina fa aumentare il valore dei redditi generati all’estero di queste società britanniche".


Viktor Nossek, direttore della ricerca di WisdomTree in Europa "Aspettiamoci un aumento della volatilità nel breve periodo e suggeriamo di focalizzarsi su quelle società globali per loro stessa natura e dunque protette in qualche modo dagli eventi domestici connessi con il Regno Unito".

James Butterfill, Head of Research & Investment Strategy per ETF Securities "I timori del mercato si manifesteranno innanzitutto nel settore valutario, determinando anche un incremento della volatilità. Un parlamento senza maggioranza assoluta (un “hung parliament”) potrebbe portare la sterlina a 1.24 contro il dollaro americano".


 

 

 

 

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