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Gestore della settimana: "Ecco le prossime mosse delle banche centrali"

1/9/2017

AdvisorOnline.it ha intervistato Jonathan Xiong, responsabile Fixed Income Alternatives Group di Goldman Sachs Asset Management


Il regime di allentamento monetario globale ha probabilmente raggiunto il punto di massimo con l’avvio della politica monetaria restrittiva da parte della Fed, mentre la Bce e la Bank of Japan sono al limite dei loro programmi di acquisto di asset. Cosa accadrà nei prossimi mesi? AdvisorOnline.it ha intervistato Jonathan Xiong (nella foto), responsabile Fixed Income Alternatives Group di Goldman Sachs Asset Management e gestore del GS Global Strategic Macro Bond Portfolio, per capire quali potranno essere le prossime mosse delle banche centrali.

Quali sono le aspettative in merito alle mosse della Bce e della Fed per il 2017?
Pensiamo che la Fed possa alzare i tassi di interesse almeno due volte nel 2017. Inoltre, all’interno della Fed ci sono ancora due posti vacanti che il presidente Trump potrebbe occupare a breve, mentre il mandato del presidente Yellen e del vice presidente Fischer dovrà essere rinnovato nei primi mesi del 2018. Trump avrà la possibilità di riformare la Fed e le sue prime candidature per i due seggi vacanti all’interno del Consiglio potrebbero rappresentare un indicatore importante sul futuro indirizzo della banca centrale americana. A dicembre la Bce ha annunciato una riduzione degli acquisti mensili di asset da 80 miliardi di euro a 60 miliardi di euro e un’estensione di nove mesi del programma fino a fine 2017. Ciò che la Bce farà successivamente potrebbe essere fondamentale. Con la Bce che – analogamente alla Bank of Japan - acquista obbligazioni ad un ritmo non sostenibile a tempo indeterminato, i mercati sono già in attesa di un altro taper tantrum. Tuttavia ora riteniamo che la Bce e la Bank of Japan siano in grado di gestire le percezioni del mercato relative ai loro programmi di acquisto di asset. E dato che una continuazione dell’allentamento monetario potrebbe essere necessaria, ci aspettiamo che la Bce annuncerà un tapering più esplicito nella seconda metà del 2017 e probabilmente qualche forma di controllo della curva dei rendimenti.

Quali sono le opportunità e i rischi del mercato obbligazionario per il 2017?
Con le valutazioni azionarie elevate, i tassi di interesse bassi e importanti divergenze tra paesi chiave come tra gli Stati Uniti ed Europa e Giappone, riteniamo che vi siano interessanti opportunità con l'aumentare della volatilità di mercato su tassi, valute e attività di rischio. Abbiamo iniziato a osservare un aumento della correlazione tra asset class, che potrebbe avere implicazioni significative sul comportamento di un tipico portafoglio d’investimento all’aumentare dei rendimenti obbligazionari. Questo incremento della correlazione può provocare un aumento della volatilità di mercato, con movimenti che si amplificano a vicenda tra le diverse asset class. Al crescere della volatilità di mercato, abbiamo spesso visto maggiori opportunità di generazione di alfa. Quando i mercati diventano asincroni tra loro, si creano opportunità relative value. Stiamo anche iniziando a vedere maggiori opportunità nelle divergenze esistenti all'interno dei mercati emergenti. I fattori che hanno avuto un impatto sui mercati emergenti nel loro complesso - prezzi delle materie prime, esposizione verso la Cina, dollaro americano - variano notevolmente a livello di singolo paese. L’abilità di ogni paese di rispondere a questi venti contrari - attraverso la gestione delle riserve monetarie, i cambiamenti di politica monetaria e misure analoghe - sono molto diverse. Pensiamo che questo contesto di mercato sarà anche più favorevole per le opportunità relative value all'interno di mercati emergenti, sia per quanto riguarda i tassi di interesse che le valute. Riteniamo inoltre che stiano emergendo nuove opportunità più idiosincratiche a seguito dei cambiamenti regolamentari nelle principali economie sviluppate, che stanno modificando la struttura del mercato e gli incentivi disponibili per gli operatori di mercato tradizionali, come i broker/dealer.

Ci può descrivere alcuni tratti distintivi del vostro approccio di investimento?
È un fondo macro obbligazionario globale puro che ha pochi simili e vanta una lunga e positiva esperienza nella gestione di strategie alternative macro obbligazionarie. Un’altra caratteristica è che ci avvaliamo di un approccio diversificato, con team specializzati che si concentrano su particolari opportunità a livello macroeconomico. Senza team dedicati a specifici mercati, a nostro avviso può essere difficile cogliere le inefficienze del mercato e le opportunità d’investimento interessanti. Un terzo aspetto è il vantaggio di scala di cui possiamo godere per il fatto di essere una grande società di asset management. Una dimensione maggiore può significare un migliore accesso al mercato, una infrastruttura all’avanguardia, l’accesso alla liquidità e a valutazioni interessanti. Alcuni di questi benefici, se non tutti, spesso non sono disponibili per hedge fund e asset manager di piccole dimensioni. Un’altra caratteristica è la nostra cultura incentrata sulla rigorosa gestione del rischio, con particolare enfasi sulla limitazione del rischio di ribassi. Infine, a due anni dal lancio di ottobre 2014 abbiamo registrato un rendimento netto annualizzato del 2,39% dall’avvio, con una volatilità annualizzata pari al 3,32% durante quello che riteniamo un difficile contesto di mercato.

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