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Grexit? "Un terreno ignoto". Parola di Mario Draghi

6/15/2015 | Redazione Advisor

Il presidente della Bce, Mario Draghi, interviene al Parlamento Europeo respingendo le accuse che parlavano di un "ricatto" della Banca Centrale alla Grecia e invita tutti ad "agire con urgenza".


Il presidente della Bce, Mario Draghi, interviene al Parlamento Europeo respingendo le accuse che parlavano di un "ricatto" della Banca Centrale alla Grecia e invita tutti ad "agire con urgenza" perché con una Grexit "entreremmo in un terreno ignoto". Quello che parla davanti ai parlamentari europei e risponde alle domande del deputato greco Marias è un Draghi che si muove a 360° e con la convinzione di aver compiuto tutte le azioni nel rispetto delle regole.

 

"La palla è nel campo delle autorità greche. È necessario agire con urgenza" ha affermato il presidente della Bce, ricordando che "tutti gli attori dovranno percorrere l'ultimo miglio in più". La liquidità della Bce "continuerà ad essere estesa fino a quando le banche greche saranno solventi e forniranno le garanzie sufficienti" ha affermato il presidente della Bce che non si è tirato indietro e ha risposto anche alle domande del deputato greco Marias.

 

"La situazione economica in Grecia è drammatica" ma "non è responsabilità degli altri paesi dell'Eurozona o delle istituzioni europee", ha affermato Draghi, ricordando le cifre: i 223 miliardi di prestiti bi e multilaterali, "più" l'Ela, "più i soldi del Fmi", "più l'haircut del 53,3%". Non solo. Draghi ha respinto l'accusa alla Bce di aver "ricattato" la Grecia non acquistando i suoi bond negli anni scorsi sollevata da un parlamentare della sinistra spagnola. "La Bce non è una entità politica" ha spiegato, sottolineando che "applichiamo le regole": la Bce non acquista titoli greci ed aggiunge che tali condizioni possono "essere riviste non appena sarà concluso con successo" la revisione del programma di aiuti. Infine, Draghi ha lanciato l'ultimo monito a tutti quanti: con una 'Grexit', "entreremmo in un terreno ignoto", perché se anche dopo le ultime riforme del sistema finanziario ci sono strumenti per gestire la situazione nel breve, "nel medio lungo periodo quali sarebbero le conseguenze per l'Ue? Questo non siamo in grado di prevederlo".

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