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Consulenti (ex-promotori), ecco la classe di attivi corretta

8/29/2012 | Redazione Advisor

PIMCO esplora i mercati emergenti e ci spiega perché questi paesi spesso ricompensino gli investitori in modo diverso


Agli albori dell’era dell’automobile, Henry Ford ha pronunciato una frase passata alla storia in risposta alle critiche per l’assenza di colori alternativi delle auto: “Tutti i clienti possono acquistare l’auto del colore desiderato, a patto che sia il nero”. Allo stesso modo, gli investitori interessati ai mercati emergenti prima del 1996 potevano investire in qualsiasi classe di attivi, a patto che fossero i titoli azionari. Tuttavia, in seguito, proprio come Ford ha ricalibrato la propria gamma di prodotti in risposta alle richieste di maggiore personalizzazione, anche le società di investimento hanno iniziato a rendersi conto che l’offerta dei prodotti dei mercati emergenti era in grado di supportare anche altre strategie, oltre a quelle incentrate sui titoli azionari.


Secondo Ignacio E. Sosa Executive Vice President Product Manager, e Christopher T. Getter Senior Vice President Product Manager di PIMCO, non tutti i rendimenti degli investimenti nei mercati emergenti sono uguali: attualmente gli investitori si trovano di fronte a una distribuzione bimodale dei rendimenti. Di conseguenza, anche se PIMCO prevede un andamento generalmente al rialzo in questo comparto, in particolare rispetto a quello dei paesi sviluppati, non si possono escludere brusche oscillazioni. Di certo, "negli investimenti sui mercati emergenti, è importante costruire una strategia di asset allocation flessibile, poiché può consentire agli investitori di ricalibrare costantemente l’esposizione dei propri portafogli ai titoli di debito sovrano e societario, alle valute e ai titoli azionari dei mercati emergenti in funzione dei livelli complessivi di tolleranza al rischio e delle visioni mutevoli riguardanti il merito di credito, la crescita economica, i tassi d’interesse, le valute e i premi per il rischio azionario".


I paesi emergenti spesso ricompensano gli investitori in modo diverso. A titolo esemplificativo, si osservino il Brasile e la Russia. Nel caso del Brasile, gli investitori, che intendono esprimere una visione rialzista sul paese, possono contare su un’ampia gamma di alternative, fra cui i titoli azionari, i titoli obbligazionari locali e le valute, così come i titoli di debito estero sia societari che sovrani. Il generale miglioramento dei fondamentali economici e del merito di credito del Brasile ha offerto rendimenti positivi su tutte le classi di attivi appena citate, benché alcuni siano stati più consistenti di altri. Quanto alla Russia, il quadro è lievemente diverso. "Le obbligazioni societarie russe denominate in dollari potevano fruttare il 56% a fronte di una volatilità del 12% nel medesimo quinquennio, configurandosi quindi come la migliore classe di attivi al netto dei rischi su questo mercato. Di conseguenza, un portafoglio costituito esclusivamente da obbligazioni societarie russe denominate in dollari o persino un portafoglio misto di titoli di debito estero e obbligazioni societarie russe sarebbe stato la soluzione più adatta a sfruttare il trend ascendente della Russia".
 

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