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Il duro braccio di ferro tra Bce e politica

8/8/2012 | filippo.brunamonti

La Banca centrale europea è pronta a fare tutto il necessario per preservare la stabilità dell’euro. A patto che anche la politica faccia la sua parte. I problemi restano, ma ora lo scenario è più chiaro, sostiene l'analisi di Anima per il mese di agosto


 

E' una perlustrazione di luci ed ombre, quella che sta vivendo l'eurozona oggigiorno. E a giudicare dal commento di Anima per il mese di agosto, a prevalere sembra essere la luce, (ri)accesa dalle parole del governatore della Bce Mario Draghi in data 2 agosto.
Gli elementi "luminosi" sono tre: la Bce potrà acquistare titoli sovrani su mercati secondari; la Bce è disposta a rinunciare allo status di creditore privilegiato sui titoli di stato acquistati; l'intervento sarà subordinato alla richiesta di aiuto da parte di un governo all'Efsf (in futuro l'Esm). 
 
 
Secondo Anima, leggere correttamente i tre punti significa prender atto che la Banca centrale europea sia pronta a fare tutto ciò che è necessario per preservare la stabilità dell’euro, a patto che anche la politica faccia la sua parte. In altre parole, il piano di intervento della Bce non costituisce la soluzione definitiva della crisi (e così si spiega il crollo dei mercati di giovedì pomeriggio), ma fornisce le condizioni per la soluzione definitiva della crisi. 
Un altro passo nella giusta direzione, nota Anima, così come le decisioni prese nel summit europeo di fine giugno.
 
 
Sul fronte mercati obbligazionari e valute, queste sono le novità. Il posizionamento sull’Europa Core è neutrale, con una preferenza per la Germania rispetto ai paesi semi-Core e una posizione sulla curva dei rendimenti che privilegia le scadenze lunghe.
Per quanto riguarda l’Italia, è stata leggermente incrementata l’esposizione, privilegiando il tratto breve della curva (2-3 anni).
I rendimenti sul debito sovrano hanno guidato l’andamento del comparto dei titoli corporate, accentuando sempre più le differenze tra titoli di società dei Paesi Core e di società dei Paesi periferici.
Anima privilegia poi una posizione corta di euro contro un paniere di valute, principalmente dei mercati emergenti.

 
Dal punto di vista dei mercati azionari, Anima mantiene una posizione neutrale sul settore dei servizi finanziari in attesa di una maggiore chiarezza sugli sviluppi politico–economici dell’area euro. Il rischio di ricapitalizzazione, invece, è molto inferiore che per le banche. In Italia: in un quadro domestico ancora debole sotto il profilo della congiuntura economica, si privilegiano le società esposte alla domanda internazionale, con presenza significativa nei Paesi emergenti.

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