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Real estate: 7 investitori su 10 provengono dall'estero

11/18/2014

La quota negli ultimi sei anni è triplicata: nel 2008 erano solo il 22%, stando ai dati emersi alla IV edizione dell’Hines Italia Real Estate Forum


Aumentano gli investimenti internazionali nel mercato real estate italiano. Se nel 2012 i capitali investiti in Italia erano 2,4 miliardi di euro, nel 2013 si è registrato un +48% arrivando a 4,2 miliardi di euro, e si stima di chiudere il 2014 con un ulteriore +8%, arrivando ai 5 miliardi di euro, stando ai dati emersi alla IV edizione dell’Hines Italia Real Estate Forum. Complessivamente i capitali che investono nel mercato real estate italiano provengono per il 70% da soggetti internazionali, una quota che si è più che triplicata, considerato che erano il 22% del 2008. Hines Italia SGR nel corso degli ultimi 12 mesi ha impegnato oltre 1 miliardo di investimenti in Italia che porta a complessivamente 4 miliardi le operazioni promosse nel Paese. 
 
“E’ un momento favorevole per gli investimenti in Italia: crediamo infatti che le migliori opportunità immobiliari oggi siano in Irlanda, Spagna e Italia. Le economie di Irlanda e Spagna hanno toccato il fondo, e stanno garantendo dei buoni rendimenti; il pricing in Italia è oggi molto interessante e il capitale è più lento a rispondere, a causa del maggiore scetticismo sulla ripresa economica del Paese. Anche se riteniamo che questo scetticismo sia giustificato, crediamo tuttavia che l'Italia, soprattutto nelle regioni del nord, offra attualmente tra le migliori opportunità di investimento nel mondo” ha dettoda Clint Myers, direttore globale della ricerca di Hines. 
 
“Conta poco lo scenario - ha proseguito -  nel momento di approccio a un investimento, ciò che è determinante è la prospettiva economica nel periodo di mantenimento dell’investimento: qual è quindi l’elemento da analizzare visto che l’outlook non è così importante? Secondo noi la condizione di mercato rispetto al trend storico, analizzando appunto i valori immobiliari rispetto al trend. L’Europa del Sud, in particolare Spagna, Italia e Irlanda, presentano valori con un forte sconto rispetto alla media storica (Milano -33%, Roma -24%), e questo è indice di possibili rendimenti positivi nei prossimi cinque anni. C’è stato un incremento nel mercato degli NPL, che diventerà in breve tempo ancora più importante: sono già state avviate le prime dismissioni da parte delle banche e anche questo avrà un impatto importante nei prossimi anni”.

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