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Bli, “se vuoi evitare perdite, devi assumere dei rischi”

10/29/2014 | Redazione Advisor

Il rallentamento della crescita economica globale suggerisce tassi zero a lungo anche negli Usa. In questo scenario è meglio privilegiare le azioni


I crescenti segnali di indebolimento della crescita fuori dal mondo anglosassone indicano un rallentamento dell'economia globale. La principale eccezione sembra rappresentata dagli Stati Uniti che stanno beneficiando di una ripresa degli investimenti in buona parte dovuta, secondo gli analisti di Banque de Luxembourg Investments, alla rivoluzione energetica legata allo shale gas. In Europa, il motore tedesco mostra qualche malfunzionamento a causa delle tensione tra Russia e Paesi Occidentali. In Giappone è sempre più evidente che le riforme strutturali promesse dal premier Shinzo Abe richidono tempo per produrre gli effetti desiderati. E in Cina, il tentativo di tenere sotto controllo il credito sta pesando inevitabilmente su investimenti e consumi domestici.

 

Secondo Bli, il raffreddamento della crescita globale, unito a una persistente bassa inflazione e a un'elevata sensibilità dell'attività economica al costo del credito, incoraggerà le banche centrali a mantenere intatta la politica del tasso zero. Anche nei Paesi anglosassoni. Da questa premessa si dovrebbe partire, secondo gli anlisti di Banque de Luxembourg, per ridefinire le strategie di portafoglio, abbracciando nuovi paradigmi: primo: se vuoi evitare perdite, devi assumere dei rischi. Ovvero, spiegano gli analisi, sacrificare in una certa misura, la sicurezza di breve termine per proteggere il potere d'acquisto del futuro.

 

Il suggerimento operativo è di privilegiare le azioni, con una premessa: “in un contesto finanziario particolarmente incerto, non si può limitare la definizione di rischio alla volatilità. Quest'ultima, osservano gli esperti di Bli “è un elemento fondante dell'investimento azionario. Se l'investitore non è in grado o non vuole accettarla, non deve acquistare azioni”. Il messaggio non è, tuttavia, “comprate azioni perché i tassi d'interesse sono bassi, perché sono particolarmente a buon mercato o si è certi che gli utili saliranno negli anni a venire”. Ma fatelo, semmai, perché “è meglio scommettere su azioni di buona qualità che su bond di cattiva”. O troppo cari.

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