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ESG: i nuovi trend del 2024

1/31/2024 | Marcella Persola

Oltre al clima, la natura e la biodiversità sono emerse come aree prioritarie da affrontare


Nell'ultimo decennio è diventato chiaro che i rischi ambientali, sociali e di governance siano rischi finanziari. Come si prospetta per l'anno a venire? L'edizione 2024 di MSCI Sustainability and Climate Trends to Watch (ex ESG and Climate Trends to Watch) di MSCI ha indicato quale potrebbe essere la nuova rotta.

Il 2023 è praticamente certo che sarà l'anno più caldo mai registrato (finora), sottolineando le sfide immediate e tangibili poste dal cambiamento climatico a famiglie, lavoratori ed economie, con rischi destinati a crescere nel tempo. Ma non solo il clima anche l’AI, neanche a dirlo è un tema da monitorare. L'adozione diffusa dell'IA sta ridisegnando il nostro panorama lavorativo e trasformando il modo in cui le aziende producono valore. Questioni come la povertà lavorativa e la deforestazione, un tempo relegate a considerazioni di carattere etico, si stanno improvvisamente trasformando in rischi normativi con gravi implicazioni finanziarie. 

Se a ciò si aggiungono poi le questioni macro come l'inflazione e l'instabilità geopolitica, diventa fondamentale chiedersi se i dirigenti aziendali siano all'altezza del compito. 

In mezzo alle sfide, c'è però secondo gli analisti di MSCI un lato positivo. La transizione energetica a basse emissioni di carbonio potrebbe rappresentare una grande opportunità di investimento. Insieme a un'espansione degli investimenti primari, il capitale privato è pronto a svolgere un ruolo di primo piano nel finanziamento del clima. Oltre al clima, la natura e la biodiversità sono emerse come aree prioritarie da affrontare, con gli investitori orientati alla sostenibilità che si chiedono come ridurre al minimo i danni agli ecosistemi o come contribuire positivamente a soluzioni basate sulla natura. 

Inoltre con l’evoluzione degli investimenti sostenibili, le autorità di regolamentazione di tutto il mondo stanno adottando misure per migliorare la chiarezza degli strumenti rivolti all'investitore finale. Nell'Unione Europea, la prima fase della direttiva Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR) ha comportato una curva di apprendimento ripida, mentre negli Stati Uniti, la norma sui "nomi dei fondi" della Securities and Exchange Commission cerca di fare chiarezza in modo meno prescrittivo. Per molti degli analisti il 2023 è trascorso all'insegna del duro lavoro di monitoraggio e di seguire e rispettare l'evoluzione delle normative. Ma quando la situazione si sarà stabilizzata l'innovazione ritornerà ad essere protagonista nel 2024, grazie a una più chiara articolazione degli obiettivi d'investimento e a un'informativa di qualità da parte di investitori e società. 

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