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Consulenti: ecco dove sbagliano i vostri clienti

8/2/2016

Qual è oggi il pericolo maggiore per gli investimenti? David Goodsell di Natixis Global Asset Management non ha dubbi....


Qual è oggi il pericolo maggiore per gli investimenti? David Goodsell, Executive Director del Durable Portfolio Construction Research Centre di Natixis Global Asset Management, non ha dubbi in proposito: non i mercati volatili e crescita economica, ma l’investitore in persona. Il vostro cliente. "L’investitore moderno - spiega - non è solo ansioso, ma è profondamente combattuto. La nostra recente ricerca condotta sugli investitori italiani e globali mostra quanto è profondo tale conflitto. I risparmiatori dichiarano, infatti, di desiderare la crescita del proprio patrimonio, ma non vogliono prendersi dei rischi. Valutano gli investimenti passivi per i loro bassi costi, ma poi credono che abbiano meno rischi. Intendono misurare la performance dei propri investimenti sulla base di obiettivi personali, ma poi ammettono di non averne. E la lista potrebbe continuare". 

Lasciare irrisolti questi nodi, secondo l'esperto, riduce la capacità di risparmio e di investimento e impedisce ai risparmiatori di agire oggi in modo tale da provvedere per un domani stabile e sereno. Ecco quattro difetti dei clienti da migliorare.

Prudente, ma alla ricerca di rendimenti a doppia cifra
La maggioranza dei risparmiatori italiani intervistati si definisce “prudente”. Allo stesso tempo dichiara di aver bisogno di rendimenti medi del 9,9% sopra l’inflazione per raggiungere i propri obiettivi – che nel contesto attuale li esporrebbe a una significativa volatilità. Non molti sembrano tollerare bene il rischio: l’82% degli italiani, infatti, preferirebbe la sicurezza rispetto alla performance. Ciò di cui hanno bisogno, quindi, gli investitori è una migliore educazione sul concetto di rischio e una guida per comprendere quanto ne possono davvero tollerare.

Vede “costi bassi” e pensa “meno rischio”
Quando si tratta di investimenti passivi o indicizzati, un numero sorprendente di investitori pensa che costi più bassi significhino meno rischi. Sei investitori italiani su dieci considerano gli strumenti passivi meno rischiosi e utili a minimizzare le perdite. Ma per loro natura, i fondi passivi non hanno una gestione del rischio. Quando i mercati salgono, generano rendimenti, quando i mercati scendono, subiscono delle perdite. Le strategie passive hanno un chiaro ruolo all’interno dei portafogli - insieme agli investimenti attivi - ma gli investitori devono capire le caratteristiche dei vari prodotti. Gli investitori professionali lo fanno. La nostra ricerca annuale sugli investitori istituzionali mostra appunto come questi ultimi inseriscano gli strumenti passivi per mantenere i costi generali bassi, mentre si rivolgono alla gestione attiva per ottenere rendimenti e avere una gestione del rischio.

Orientato agli obiettivi, ma senza averli ben chiari
Sette investitori italiani su dieci chiedono di valutare la performance degli investimenti sulla base dei propri obiettivi personali. Ma ciò sembra improbabile se solo il 58% ha obiettivi finanziari ben definiti e se ancora meno, il 33%, ha un chiaro piano finanziario1. Il primo passo, quindi, per ogni investitore deve essere definire in maniera chiara obiettivi specifici e lavorare con un consulente finanziario che lo possa aiutare a costruire un piano realistico per poterli raggiungere.

Comprende il problema della pensione, ma sottostima cosa è necessario
Gli italiani sono consapevoli che la responsabilità per la propria sicurezza finanziaria post-pensionamento si sta spostando sempre più sulle loro spalle. In media, gli investitori italiani dichiarano di aver bisogno del 71% della loro rendita pre-pensionamento per poter vivere una volta andati in pensione. Tale dato si posiziona nella fascia bassa di quel range indentificato tra il 70% e l’80% raccomandato generalmente. I risparmiatori devono considerare l’allungamento della vita e la longevità come il rischio maggiore. Definire quanto risparmiare deve iniziare con un calcolo di quanto vivranno dopo il pensionamento. Gli investitori devono, quindi, risolvere ancora molti nodi, ma la buona notizia è che ora riconoscono il valore della consulenza professionale: la maggioranza dichiara che la consulenza vale il pagamento di una fee e due terzi ritengono che chi ottiene una consulenza ha maggiori probabilità di raggiungere i propri obiettivi finanziari.

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