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4/13/2021
Aumenta la quota di liquidità nei portafogli dei gestori, sempre più preoccupati che un aumento dell’inflazione, modifiche alla tassazione delle società statunitensi e un eventuale “taper tantrum” della Fed rendano i mercati azionari vulnerabili. E’ quanto emerge dall’ultima edizione della Global Fund Manager Survey mensile di Bank of America Merrill Lynch.
Il sondaggio rileva che il posizionamento degli investitori negli asset di rischio ha raggiunto un livello estremamente elevato: quasi il 62% dei gestori intervistati è "sovrappesato" sulle azioni. Tuttavia, le misure di stimolo senza precedenti intraprese dalle banche centrali per affrontare la recessione indotta dalla pandemia iniziano ora a destare preoccupazioni sull'inflazione, spingendo gli investitori ad aumentare le loro aspettative di aumento dei tassi. La possibilità che la Federal Reserve intervenga a ridimensionare il suo programma di quantitative easing rappresenta oggi il rischio maggiore tra gli investitori. Inoltre, le proposte avanzate dall’amministrazione Biden sull’introduzione di un'aliquota fiscale globale minima e un aumento dell'aliquota dell'imposta sulle società negli Stati Uniti nelle ultime settimane gettano un’ombra sulle prospettive per i mercati azionari.
Secondo la survey, alla quale hanno partecipato 200 gestori che complessivamente hanno asset in gestione per 553 miliardi di dollari, la percentuale di liquidità nei portafogli è salita la scorsa settimana al 4,1%, rispetto al 3,8% di febbraio.
Sei investitori su dieci intervistati da BofA si aspettano ora un aumento dei tassi a breve termine nei prossimi 12 mesi, il più alto da gennaio 2019, e prevedono un calo superiore al 10% per i mercati azionari se i rendimenti dei Treasury Usa a 10 anni dovessero superare il 2,1% (oggi siamo intorno all’1,70% dopo un massimo a 1,77% raggiunto il 30 marzo scorso).
Nonostante questi timori, e nonostante i mercati azionari mondiali stiano viaggiando vicino ai massimi storici, due terzi dei partecipanti al sondaggio ritengono che il mercato sia ancora rialzista, anche se in fase avanzata, e solo il 7% ritiene che le azioni Usa siano in una bolla speculativa.
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