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Crisi, panico o speculazione?

8/11/2011 | Italo Marchesi

L'andamento dei mercati degli ultimi giorni ha mandato in tilt anche gli analisti che non riescono a fornire una spiegazione logica e razionale alle vicende che hanno spinto gli indici europei in profondo rosso.


 

Crisi, panico o speculazione? L'andamento dei mercati degli ultimi giorni ha mandato in tilt anche gli analisti che non riescono a fornire una spiegazione logica e razionale alle vicende che hanno spinto gli indici europei in profondo rosso (il Ftse Mib si è abbondantemente allontanato dalla soglia dei 15.000 punti).

 
"In questo momento il più piccolo rumors fa crollare i mercati in maniera delirante" ha affermato Waldemar Brun-Theremin, gestore di Turgot Asset Management contattato da Liberation. Una teoria che in molti sposano e che fa pensare più a una situazione di grande panico e irrazionalità piuttosto che a una crisi destinata a concludersi con una nuova Lehman Brothers. 

 
Ma sempre dalla Francia arrivano anche altre ipotesi che spingono più verso la logica della speculazione. Una speculazione che in precedenza ha riguardato l'Italia e ora punta alle banche francesi come, appunto Société Générale che continua a segnare delle perdite nonostante gli interventi del numero uno Frederic Oudea. "La volontà di questi attacchi è quella di costringere SocGen ad un aumento di capitale" ha spiega a La Tribune un analisti che preferisce rimanere anonimo. Quello dell'aumento di capitale è un cavallo di battaglia di diversi analisti ed "hedge fund che vogliono dimostrare che il gruppo non è sufficientemente capitalizzato per raggiungere le soglie di Core Tier 1 richieste nel 2013". E questo spiegherebbe l'attacco (e la speculazione) intorno al titolo. 

 
A tutto questo, oggi, si è aggiunto, prima, la notizia lanciata da Reuters relativa a una banca asiatica che avrebbe tagliato le linee di credito concesse ai principali istituti di credito francesi (e altre cinque banche in Asia starebbero rivedendo le proprie posizioni e i rischi di controparte, timorose per l'esposizione delle banche francesi al debito dei Peesi periferici dell'area euro). Poi i rumors sui nuovi accantonamenti da parte di Bnp Paribas per l'esposizione alla Grecia (voci non commentate dalla banca).
 
 
In risposta ai rumors iniziano, però, ad arrivare le dichiarazione di esperti e istituzioni che ricordano i numeri. Così, se da un lato il portavoce della Commissione Ue, Olivier Bailly ha ricordato che "le tre più grandi agenzie hanno confermato il rating di Parigi e il suo outlook, e le dichiarazioni pesano più delle voci", dall'altro arrivano le rassicurazioni di Matt King, responsabile strategie di Citigroup.

 
Attraverso una nota pubblicata da Bloomberg King sostiene che "l'ondata di vendite sulle banche francesi, e su Société Générale in particolare, appare eccessiva". A suo avviso, i Credit Default Swaps (i contratti di assicurazione sull'insolvenza) sulla seconda banca di Francia sono saliti "molto più di quelli di ogni altra grande banca europea".
 
Alle 14.40, dopo una corsa iniziale dell'8%, Societè Generale perde il 7,57%, preceduta di poco da Bnp Paribas (-6,37%) e Credit Agricole (-4,68%). 

 
La domanda iniziale, "crisi, panico o speculazione?" rimane purtroppo ancora aperta a tutte le ipotesi, anche se l'invito alla razionalità di Citigroup e Bce ora sono forse la risposta più sensata. Almeno si escluderebbe dallo scenario incerto il panico.
 
 
 

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