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Financière de l'Echiquer si fida dell'azionario europeo

7/11/2014 | Alessandro Chiatto

Le azioni continueranno ad approfittare di un ritorno dell’appetito per il rischio e della ricerca di rendimento da parte degli asset allocator. E' l'analisi di Marc Craquelin, direttore dell'asset management di Financière de l'Echiquier


Ottimismo verso le azioni che continueranno ad approfittare di un ritorno dell’appetito per il rischio e della ricerca di rendimento da parte degli asset allocator. E' l'analisi di Marc Craquelin, direttore dell'asset management di Financière de l'Echiquier.

 

La prima parte del 2014 è stata allineata sulla dinamica in atto nel 2013: favorevole alle azioni europee con una performance (+5,7% per lo Stoxx Europe 600) superiore a quella del mercato americano (+4,6% per lo S&P 500). Prevediamo un secondo semestre più calmo sui mercati sviluppati con maggiori opportunità sugli asset più a rischio, tra cui il mercato delle valute e gli emergenti.

 

In Europa, la dinamicità dei flussi di capitali esteri riflette l’atteggiamento sereno degli investitori a scapito delle complessità della geopolitica e dei risultati aziendali che ancora non danno chiari segnali di accelerazione.

 

Il rialzo delle valorizzazioni osservato negli ultimi mesi è in linea con le medie storiche degli ultimi 10 anni (P/E 2014e pari a 15,5 per lo Stoxx Europe 600). Le azioni europee sono oggi valutate correttamente. Lo scenario europeo rimane favorevole all’investimento azionario. E’ segnato da una bassa volatilità e da una forte flessione dei tassi, che incitano gli istituzionali ad assumere nuovo rischio. Infine, a tranquillizzare ulteriormente gli investitori sono gli ultimi annunci della BCE che dimostrano l’intenzione di rimanere vigili per evitare ogni rischio di deriva deflazionistica.

 

Negli Stati Uniti la FED mantiene una politica dei tassi accomodante anche se è in atto la riduzione degli acquisti titoli. Queste misure ben si attagliano a uno scenario che continua a migliorare, il cui ritmo di crescita rimane però inferiore alle aspettative. La banca centrale americana potrebbe orientarsi verso misure di accompagnamento onde attutire gli effetti di una probabile risaliti dei tassi nel 2015.

 

I  mercati emergenti hanno mostrato segnali di miglioramento accolti con favore a seguito delle importanti correzioni borsistiche della scorsa estate. Gli indici tornano a crescere grazie al ritorno dei flussi in acquisto che traggono vantaggio da livelli di valorizzazione particolarmente attraenti (P/E pari a 11 per l’indice MSCI Emerging Markets).

 

Ci manteniamo complessivamente ottimisti verso le azioni che continueranno ad approfittare di un ritorno dell’appetito per il rischio e della ricerca di rendimento da parte degli asset allocator. 

Tra i fattori a sostegno delle valorizzazioni annoveriamo:

 

  • L’accelerazione dei progetti di acquisizione: le aziende approfittano di un contesto di tassi bassi per finanziare la loro crescita esterna.
  • Gli andamenti attesi delle valute: in effetti, l’indebolimento delle valute emergenti e del dollaro contro euro ha pesato sui risultati dei grandi gruppi europei. Questo cambiamento di rotta consentirà ai titoli "growth" di recuperare il ritardo accumulato rispetto alla tematica "value".

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