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UBP, due motivi per preferire i bond convertibili

4/30/2014

Nicolas Delrue, head of product specialists & convertible bonds product specialist di UBP, parla della ragioni per cui la società mantenga un outlook favorevole alle obbligazioni convertibili


In un contesto di mercato che si mostra oramai avaro di opportunità sui titoli di stato, che vede ridotti i rendimenti delle obbligazioni societarie tradizionali di buona qualità con lo spauracchio delle ripercussioni che i rialzi dei tassi avranno sui portafogli obbligazionari, UBP mantiene un outlook particolarmente favorevole per le obbligazioni convertibili per due ordini di motivi. E' l'incipit dell'analisi di Nicolas Delrue, head of product specialists & convertible bonds product specialist di Union Bancaire Privée

 

Da una parte abbiamo un mercato primario che continua a essere in gran fermento, sottolineando un crescente ricorso a questa tipologia di finanziamento da parte di operatori di mercato che non erano presenti in passato, rendendolo più importante per dimensioni, numero di transazioni e volumi scambiati. Dall’altra, riscontriamo una domanda robusta da parte degli investitori, che considerano le obbligazioni convertibili come una valida alternativa ad azioni o obbligazioni, sostenendone i prezzi.

 

La natura ibrida delle obbligazioni convertibili le rende inoltre meno sensibili all’aumento dei tassi d’interesse. A livello europeo riteniamo inoltre possa costituire elemento positivo il trend di rivalutazione della componente convertibile in seguito agli eccessi di vendite che si sono registrati nel 2011, i cui effetti sono riscontrabili ancora oggi. 

 

Questa dinamica è fortemente positiva per l’intera asset class, soprattutto nel Vecchio Continente. Infatti, sebbene alcuni investitori temano la crescente volatilità implicita, bisogna prendere una certa distanza da queste preoccupazioni, poiché molte analisi dimostrano una correlazione non significativa tra il valore delle obbligazioni convertibili e la volatilità implicita. Secondo la nostra visione, dunque, la volatilità implicita da sola non può essere un elemento predominante per determinare l’outlook del mercato delle convertibili, né per definire le scelte di asset allocation.

 

 

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