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Mercati emergenti: il punto di DeAWM

2/5/2014 | Redazione Advisor

Asoka Woehrmann, Co-CIO di Deutsche Asset & Wealth Management, esprime la sua view sui mercati emergenti evidenziando...


Tre sono le cause principali dell’attuale instabilità dei mercati finanziari internazionali: la fine della politica eccessivamente espansiva della Federal Reserve (tapering), dati economici della Cina deboli delle attese, così come i singoli rapporti su Argentina, Venezuela, Ucraina e Turchia. Le reazioni da parte delle banche centrali sia in Turchia che in Sud Africa non hanno garantito le rassicurazioni auspicate, lasciando inalterata l’incertezza derivante dalla riduzione degli acquisti di obbligazioni da parte degli Stati Uniti di 10 miliardi di dollari ogni mese e dall’indebolimento dei dati economici.

Asoka Woehrmann, Co-CIO di Deutsche Asset & Wealth Management commenta la situazione attuale:
 
"Questi sviluppi sono guidati meno dai fondamentali, quanto piuttosto dalle preoccupazioni che una forte correzione dei prezzi sia imminente e che possa diffondersi verso altri Paesi. In realtà, nella maggior parte dei mercati emergenti i dati economici, come l’Indice dei Direttori Acquisti, sono abbastanza positivi. Ciò vale anche per le economie sviluppate. Certo, la crescita in alcuni mercati emergenti rallenterà e deve essere osservata da vicino, ma rimaniamo fondamentalmente ottimisti".
 
“Paesi i cui problemi campeggiano nei titoli dei giornali, come Venezuela, Argentina, Turchia o Ucraina, rappresentano solo una piccola porzione dell’universo dei mercati emergenti. Il governo cinese dovrebbe riuscire a impedire che la crescita economica scenda di oltre il 7%. Le previsioni sul Brasile non sono state molto elevate recentemente, anche se il Paese detiene riserve valutarie sufficienti per sostenere il Real. Nel mentre in Indonesia, grazie a uno sviluppo della domanda interna, l’Indice dei Direttori Acquisti è cresciuto”.
 
"Il principio fondamentale è che, se gli Stati Uniti e il Regno Unito continuano a crescere mentre l'Europa continua a stabilizzarsi come ha fatto finora, allora le conseguenze della debolezza nei mercati emergenti dovrebbero essere limitate. Detto questo, è possibile che la redditività delle aziende con una significativa esposizione verso questi Paesi possa soffrire".


"In settori specifici vi è un vero e proprio rischio di contagio dei prezzi: per esempio, se la situazione in Brasile si deteriorasse, le banche spagnole potrebbero esserne influenzate, mentre i continui disordini civili in Turchia metterebbero sotto pressione le banche greche. Sarebbe inoltre negativo un aumento sensibile dei rendimenti offerti dai titoli di Stato degli Stati Uniti".
 
"Tatticamente siamo cauti in questo momento. La discussione sul tapering è la ragione principale per cui la situazione si complicherà in quei paesi che dipendono dai finanziamenti esteri. È fondamentale selezionare il corretto investimento non solo per Paese, ma anche in termini di asset class".

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