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L'OCF di Marino. Più sociale e internazionale

6/27/2024 | Daniele Barzaghi

“Dopo la creazione del comitato EduFin e l'introduzione dell’educazione finanziaria nelle scuole il terzo passo sarà una focalizzazione sui cittadini più fragili"


Parte da uno scenario di “policrisi”, tra guerre, fame nel mondo e interconnessione globale l’alata analisi dell’industria della consulenza finanziaria italiana offerta a Montecitorio dal presidente dell’OCF Mauro Maria Marino, in occasione della Relazione annuale dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei consulenti finanziari; questa volta relativa agli andamenti dell’anno 2023.

Una situazione, quella in cui siamo immersi, che Marino definisce una minaccia per le “tre P”: Persone, Pianeta e Profitto. In quest’ ordine, ben chiarito dai toni del relatore. Un contesto certamente negativo che però non offusca la vivacità, ad esempio, dello sviluppo tecnologico, in particolare della pervasiva intelligenza artificiale. E non è casuale la scelta di questo focus.

In continuità con la conclusione della relazione dell’anno scorso, in cui aveva segnalato l’importanza della fondazione di un “neoumanesimo digitale”, il presidente di OCF ha spiegato il valore di un’epoca di transizione come la nostra, paragonabile al periodo liminale tra Medioevo ed Età moderna: “Una tecnologia che possa quindi valorizzare l’uomo, divenendo elemento di progresso; una trasformazione di cui gli esseri umani debbano essere protagonisti e baricentro vitruviano: una sfida enorme”. E, venendo alle materie di analisi specifiche di OCF, “l’intelligenza artificiale sarà sì utile alleato per il risparmiatore, ma solo se potrà dialogare sotto la supervisione di un consulente finanziario”.

Non solo in tema di innovazione tecnologica, la relazione ha ribadito come i giovani professionisti debbano essere il fulcro su cui puntare e per questo, ad esempio, sono state mantenute le agevolazioni economiche stabilite in passato dall’Organismo, come la riduzione del contributo per gli iscrivendi con meno di 30 anni, per favorire il loro accesso e permanenza nell’Albo nazionale: un sostegno di cui nel 2023 hanno beneficiato 1.491 professionisti. “Competenza ed efficienza del settore saranno massimizzati se uniamo quel quid novi rappresentato dai giovani, accompagnato dall’esperienza e dalla fiducia consolidata della clientela nei confronti dei consulenti finanziari con più anni”. Da apertura generazionale a passaggio generazionale, insomma. Non trascurando l’attenzione per l’altra simile (e parallela) minoranza nella categoria: le donne.

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“OCF è ormai inoltre un ente di rilievo internazionale e tramette la propria esperienza partecipando da pochi mesi anche ai gruppi di lavoro dello IOSCO, l'Organismo internazionale che riunisce le autorità di regolamentazione finanziaria del mondo come la Consob e, rappresentando oltre 130 giurisdizioni, definisce gli standard globali in materia” aggiunge il Presidente, esplicitando anche le novità che stanno caratterizzando il suo mandato. “Modalità di investigazione, repressione dei crimini finanziari, rafforzamento delle protezioni degli investitori o tecnologie emergenti, sono alcuni dei temi di aggiornamento sui quali ci siamo concentrati, mettendo in comune le pratiche più efficaci. Stiamo cercando di allargare gli orizzonti, come anche di recente aprendo dialoghi con le ambasciate in Italia di Austria, Francia, Germania e Repubblica Ceca. È un lavoro di semina”.

Da padre dell’introduzione dell’educazione finanziaria per i cittadini nell’ordinamento italiano, Marino è tornato su questo aspetto tanto centrale, “visto che il comitato EduFin, presieduto dal professor Donato Masciandaro, e di cui OCF fa parte, evidenzia una situazione nazionale così preoccupante da non dover parlare più di educazione finanziaria quanto di vera e propria alfabetizzazione”.

“Tutti questi sforzi congiunti hanno portato da quest’anno all’introduzione di nozioni finanziarie primarie all’interno delle ore di educazione civica nelle scuole” ha proseguito, auspicando che un giorno l’educazione finanziaria divenga materia curriculare vera e propria. “Abbiamo messo un piede nella porta e compiuto un salto di qualità significativo”.

Determinante sarà ben definire chi formerà i formatori. Il messaggio non può essere lasciato alla discrezionalità dell’insegnante” ha aggiunto, evidenziando come dei cittadini preparati , “e per questo anche più predisposti verso gli investimenti”, possano rappresentare un valore aggiunto per i consulenti finanziari, “che sono un’infrastruttura strategica per il nostro Paese”; e questo tipo di attenzione è ricercato e sviluppato in particolare dagli advisor finanziari più giovani, che raccontano il punto finale dell’evoluzione da promotore a consulente. In uno scatto d’orgoglio professionale che deve essere del singolo ancor prima che della categoria. “È un virtuosismo a tutto tondo. Il rispetto per il risparmio è rispetto per i comportamenti in generale. Con un senso di prospettiva. Visto che, come si legge, la mancata formazione finanziaria costa agli italiani una tredicesima all’anno”.

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“Dobbiamo considerare questi argomenti anche in relazione al calo demografico del nostro Paese. Poiché le tutele previdenziali sono sempre più a rischio, data l’insostenibilità dell’attuale sistema pensionistico se i percettori diverranno più numerosi dei contribuenti”. Una declinazione specifica di un concetto generale come la cittadinanza attiva.

“Vogliamo allargare la visione dell’Organismo, con un’evoluzione parallela a quella dei consulenti finanziari oggi sempre più responsabili non solo degli investimenti ma anche delle condizioni di vita dei propri assistiti. Un tema delicatissimo, per cui serve una visione prospettica. Operata in primis da consulenti che ricevono ma che anche danno alla società".

“Dopo la creazione del comitato EduFin e la prima introduzione dell’educazione finanziaria nelle scuole” aggiunge Marino su domanda diretta di Advisor, “il terzo passo sarà una focalizzazione proprio sulle componenti maggiormente fragili della società: le giovani coppie, le donne, il Sud, i migranti"

“Bisogna creare le condizioni perché tutti i cittadini possano diventare risparmiatori – non soltanto i ricchi – e poi, eventualmente, anche investitori. È questo che porta a perfezione il sistema. Il processo è lungo, ma il quadro lo abbiamo ben chiaro”.

“Sorretto da un nuovo e più ampio senso civico, il mercato finanziario può trasformarsi da ‘luogo in cui difendersi’ a ‘palestra di convivenza’ per poter offrire, anche in presenza di interessi economici a forte dimensione personalisticia e nel rispetto reciproco, opportunità per tutti”

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