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Private equity secondario, le opportunità spiegate da Arcano

6/25/2024 | Daniele Riosa

Gonzalo Eguiagaray, managing director: “Nel 2024 il volume di questo mercato dovrebbe raggiungere i 140 miliardi di dollari, ma c’è ulteriore spazio per la crescita futura”


Il private equity secondario sta crescendo con costanza negli anni e per il futuro si prevede un’ulteriore espansione, tanto che, nel 2024, dovrebbe raggiungere i 140 miliardi di dollari su scala globale. 

Gonzalo Eguiagaray, managing director, private equity and member of the investment committee di Arcano Partners, ha ripercorso la storia del private equity secondario: “E un mercato che ha origine alla fine degli anni '70, ma che ha conosciuto uno sviluppo significativo solo negli ultimi quindici anni. Dalla crisi finanziaria globale del 2008, è infatti cresciuto di 5 volte, superando costantemente i 100 miliardi di dollari di transazioni all'anno negli ultimi 3 anni. In particolare, nel 2023, secondo Jefferies, i volumi dei deal dei secondari globali sono cresciuti del 4% a 112 miliardi, un dato che rende quello scorso il secondo anno più attivo di sempre. Tuttavia, il volume annuale delle transazioni secondarie rappresenta solo l'1% circa degli asset di private equity in gestione, offrendo ulteriore spazio per la crescita futura”. 

“Oggi - constata il manager - i fondi di private equity hanno un valore di oltre 3.000 miliardi di dollari in più di 26.000 società, il 25% delle quali è nei portafogli dei fondi da più di 6 anni e dovrebbe essere presto dismesso. Nonostante ciò, l’aumento dei tassi di interesse ha portato a finanziamenti minori disponibili e a costi maggiori, con le operazioni di M&A e le IPO che hanno registrato un calo sostanziale dei volumi. In particolare, l'attività di investimento e di uscita nel Private Equity è in calo rispettivamente del 60% e del 70% nel 2023 rispetto ai livelli massimi del 2021, anche se ci sono già segnali di ripresa nel 2024. Per la prima volta dalla crisi finanziaria globale del 2008, gli investitori a lungo termine nel private equity stanno sperimentando significativi flussi di cassa negativi (il saldo fra richiami di capitale e distribuzioni), e molti di loro hanno bisogno di vendere parte del loro portafoglio di private equity per generare liquidità e ribilanciare l’esposizione”. 

Eguiagaray sottolinea che “date le restrizioni alle vie di uscita tradizionali che si prevede persisteranno nel prossimo futuro, le transazioni secondarie sono emerse come un'interessante soluzione alternativa per fornire liquidità agli investitori del fondo (Limited Partner o LP). Inoltre, i General Partner (GP, i gestori del fondo) stanno ora utilizzando il mercato secondario per ricapitalizzare gli investimenti dei fondi precedenti in nuovi veicoli. Si tratta delle transazioni cosiddette GP-led, un segmento che oggi rappresenta il 50% del volume del secondario globale e circa il 10% di tutte le vendite di Private Equity nel 2023”. 

Passando ai i vantaggi per gli investitori, l’esperto spiega che “chi sceglie di investire in questa asset class ha un accesso immediato ad un portafoglio di fondi di private equity con un’elevata diversificazione per vintage, strategia, settore, gestore e fase di investimento. Inoltre, si entra in una fase più avanzata del ciclo di vita del fondo, generalmente a sconto rispetto all’ultima valutazione, con diversi importanti vantaggi:

. fondi più maturi che sono completamente investiti e più vicini al concretizzarsi degli eventi, abbreviando la durata complessiva dell'investimento sia in termini di impiego che di recupero del capitale e quindi mitigando l’effetto della curva J; 

· la riduzione del rischio di “blind pool”, con l’aumentata visibilità data da un portafoglio già costruito; 

· prezzi di ingresso interessanti o a sconto sul NAV e un periodo di detenzione più breve con meno capitale a rischio e IRR (internal rate of return) tipicamente più alti dovuti a exit anticipati. 

L'analisi della volatilità, dei rendimenti e del loss ratio a livello di settore conferma che i fondi secondari di private equity presentano uno dei profili di rendimento corretti per il rischio più interessanti, soprattutto se confrontati con il private equity diretto. Ad esempio, negli ultimi 30 anni solo l'1% dei fondi secondari maturi ha avuto rendimenti netti inferiori a 1 volta, mentre questo numero sale rispettivamente a circa il 10%, il 15% e il 25% nel caso dei fondi di buyout, growth e venture capital, secondo i dati pubblicati dal provider di data research Preqin”. 

Paule Ansoleaga Abascal (in foto), managing director Italy di Arcano Partners, rileva come “il mercato secondario sia ben posizionato per approfittare degli attuali sconti e scenari opportunistici. L’incertezza sul mercato e le dislocazioni possono portare opportunità attraenti per gli investitori nel secondario, non solo in termini di aumento dei volumi e di motivazione dei venditori, ma anche di opportunità di rendimento superiori alla media. Ulteriori discese delle valutazioni sono già riflesse nel pricing del mercato secondario e questi sconti aggiuntivi offriranno futura creazione di valore e mitigazione del rischio per gli acquirenti sul secondario”. 

“Riguardo ai temi dell’illiquidità e della poca trasparenza sia a livello di prezzi che di informazioni disponibili, si tratta di due aspetti che nei secondari risultano meno problematici e possono addirittura essere una fonte di vantaggio competitivo: fondamentale però una attività di selezione di qualità e l’affidarsi a un gestore con un solido track record nei mercati private e con specifiche esperienze in questo comparto”, conclude Ansoleaga Abascal.

Perché investire in private equity secondario nell’attuale contesto di mercato? Eguiagaray risponde che “con tassi previsti elevati nel tempo, le attività di exit dei private equity continueranno ad essere più difficili in un contesto di liquidità limitata per gli investitori, in particolare di quelli in fondi private equity. Arcano Partners si aspetta inoltre che aumentino significativamente il numero e il volume di partecipazioni di LP in arrivo sul mercato e che i GP continuino a ricorrere a transazioni GP-led come alternativa agli exit tradizionali”. 

“L’incertezza persistente - conclude Eguiagaray - dovrebbe infine favorire una ricerca di qualità garantendo un pricing interessante e spingendo i volumi dei secondari quest’anno sui livelli record intorno ai 140 miliardi di dollari”.

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