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Gli italiani sono ricchi e salveranno il Paese

10/7/2011 | Massimo Morici

Il presidente di Banca Mediolanum, intervistato da il Tempo, spiega che in Italia c'è una ricchezza diffusa che rappresenta una garanzia di fronte all'ipotesi di un fallimento del paese


Gli italiani hanno in media una dota superiore al debito pro capite: una condizione che, da sola, argina lo spettro del default per il nostro Paese. Ne è sicuro Ennio Doris, presidente di Banca Mediolanum, che in un'intervista pubblicata oggi su il Tempo spiega che questa ricchezza è "la migliore garanzia del fatto che lo Stato non fallirà. In barba alla letteratura del declino che continua a imperare".


"Sfatiamo subito il mito del declino. Lo Stato italiano - spiega Doris - ha un debito di 1900 miliardi. Ogni persona ha in capo una somma pari a 31 mila euro. Questo è innegabile. Però nessuno dice che la ricchezza netta degli italiani ammonta a 2800 miliardi di euro. Una somma colossale che divisa per il numero di abitanti significa una dote media di 47 mila euro per ogni abitante".


Il presidente di Banca Mediolanum sottolinea poi come questo dato abbia una distribuzione omogenea. "La ricchezza - aggiunge - insomma è diffusa. In questo siamo secondi solo all'Australia nel mondo. Ora se prendiamo la stessa informazione per la Germania ci si rende conto del nostro potenziale. I tedeschi hanno una ricchezza complessiva di 3400 miliardi di euro ma sono 80 milioni e dunque ognuno di loro ha una dotazione media di 42 mila euro. Basterebbe questo a infonderci coraggio. Senza tenere conto dell'immobiliare di proprietà che in Italia vale altri 8700 miliardi di euro".


Ricchezza che, comunque, non andrebbe intaccata con una patrimoniale una tantum per mettere a posto le finanze pubbliche. "Per abbattere il debito pubblico - conclude - ci sono vie più semplice. Lo Stato ha sì cambiali da pagare ma anche molti beni da vendere. Cito le Poste, Ferrovie, la Cassa Depositi e Prestiti e decine di municipalizzate. Non solo c'è un patrimonio immobiliare stimato in 700 miliardi di euro. Molti sono cedibili altri valorizzabili. Basterebbe liquidarne la metà, incassando 350 miliardi, per portare il debito dal 120% al 100% del Pil".

 

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