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Consulenti (ex-promotori) vs banche: ecco chi vince la guerra del risparmio

7/13/2012 | Massimo Morici

Mentre i grandi istituti sono alle prese con piani di risanamento per migliorare la redditività, le reti portano a casa un ricco bottino grazie al gestito. E in Borsa i titoli...


Nonostante la recessione che ha segnato la prima parte del 2012 e che sta erodendo i risparmi degli italiani, le reti nostrane riescono a portare a casa un bottino niente male grazie, soprattutto, ai prodotti del gestito. La raccolta totale nei primi cinque mesi si è attestata a 4,89 miliardi dai 4,77 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. E se si considera il gestito si è passati da 2,39 miliardi dei primi cinque mesi del 2011 ai 2,88 di fine maggio 2012.

Se consideriamo poi le performance dei primi sei mesi dell'anno di Banca Mediolanum, che ha raggiunto un livello di raccolta netta nel gestito di 558 milioni, ben superiore ai 198 milioni dei primi sei mesi del 2011, riducendo così il negativo nell’assicurativo e mantenendo la quota nei fondi e gestioni (869 milioni), quella di Azimut, che  viaggia poco sotto con una cifra di 838 milioni che porta la raccolta totale a 865 milioni, sei volte il dato di giugno 2011, e quella di Banca Generali, che ha portato a casa una raccolta netta nel risparmio gestito di 643 milioni (+39% in un anno), allora riusciamo meglio a focalizzare il quadro.

Cosa si nasconde, infatti, dietro queste performance? Un fatto semplice: che in periodi di crisi come quello che stiamo vivendo in questi mesi, chi anni fa scelse di scommettere sul risparmio gestito, ora sta raccogliendo i frutti. Mentre chi lo ha snobbato, preferendo le filiali alle reti flessibili di consulenti finanziari (ex-promotori finanziari), i depositi e i bond (la cui raccolta è calata a maggio 2012 rispettivamente dell’1,37% e del 5,23% rispetto a un anno fa) ai fondi comuni, oggi si trova sbarrato l’accesso a quell’oasi privilegiata di costanti flussi in entrata, mentre è alle prese con pesanti piani di risanamento per migliorare la redditività.

Una situazione, del resto, che si rispecchia anche in Borsa: il titolo di Azimut è cresciuto del 24,8% da inizio anno, Banca Generali del 22,5%. E l’unico a perdere, Mediolanum (-13,1%), fa comunque meglio delle principali banche italiane (UniCredit -35%, Intesa Sanpaolo – 20,6% e Mps -29,5%).

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