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L'Italia rischia di uscire dal risparmio gestito

2/25/2011 | Italo Marchesi

Le sgr italiane potrebbero non essere in grado di reggere la concorrenza estera. La tentazione per le banche di cedere i fondi a concorrenti stranieri potrebbe essere forte. E' questo lo scenario dipinto da...


 

A rischio la presenza degli operatori italiani nel risparmio gestito. A lanciare l'allarme, questa volta, ci ha pensato Mario Noera, presidente dell'Aiaf, alla vigilia del congresso Atic Assion Aiaf.
 
Secondo Noera il quadro attuale dell'industria dei fondi comuni è poco confortante, anche e soprattutto in vista dell'entrata in vigore della Ucits IV che, introducendo il passaporto europeo, renderà "sempre più arduo il terreno competitivo per i fondi italiani".
 
Una delle conseguenze possibili, in un mercato sempre più aperto agli operatori esteri, secondo quanto dichiarato dal presidente Aiaf a Reuters, "è che l'asset management italiano non sia in grado di reggere la concorrenza straniera, che i fondi vengano in qualche modo disintermediati perché non riescono a garantire livelli di qualità adeguati. Quindi potrebbe essere forte la tentazione per le banche che li possiedono di cedere queste aziende a concorrenti stranieri".
 
Proprio per questo motivo Noera ritiene che un'eventuale operazione di consolidamento tra Eurizon e Pioneer sarebbe "finanziariamente e politicamente opportuna", anche se "molto complicata dal punto di vista industriale: il coefficiente di sovrapposizione organizzativa è ampio e comporterebbe costi di ristrutturazione aziendale molto elevati".
 
Non solo. Il presidente Aiaf, alla vigilia dell'appuntamento di Verona che vedrà come di consueto anche la presenza del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, ricorda che se si diffondesse ulteriormente un'architettura aperta tra i distributori che mettono nei portafogli fondi di altri, le attuali quote di mercato delle Sgr italiane, sinora protette dalla distribuzione captive delle banche proprietarie, verrebbero ulteriormente messe in discussione. 
 
Noera ha però commentato positivamente le novità giunte dal fronte fiscale: "finalmente i segnali che arrivano dal mondo politico sono incoraggianti, anche se tardivi" ha spiegato il presidente "L'armonizzazione fiscale tra fondi esteri e fondi italiani è di aiuto in un paese ad elevato tasso di risparmio, ma con la relativa industria che non riesce ad intercettarlo".
 
Infine il presidente dell'Aiaf ha ricordato la necessità di portare a termine l'iter per la nascita dell'albo dei consulenti indipendenti, il cui varo da parte del ministero dell'Economia rappresenterebbe " "un elemento importante che potrebbe cambiare la faccia del nostro mercato del private banking e della consulenza retail". Per questo si augura un decollo dell'Organismo entro l'anno.

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