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Riportare al centro l’umanesimo della consulenza finanziaria

6/14/2024 | Daniele Riosa

Laura Facchin, private banker di IW Private Investments, sottolinea che “serve riportare l'uomo come protagonista delle proprie scelte anche finanziarie da cui non può che dipendere ciò che sarà domani e con esso il suo stare bene nel futuro”


Riportare al centro l’uomo anche nel mondo della consulenza finanziaria. E’ questo in estrema sintesi il messaggio che ha voluto lanciare, tramite un illuminate post su LinkedInLaura Facchin (in foto), private banker di IW Private Investments.

La consulente scrive che “il problema oggi non è cosa: siamo sommersi da una valanga di ‘cosa’, non abbiamo mai avuto prima una così vasta gamma di scelta, di qualsiasi cosa si abbia più o meno effettivamente bisogno. Abbiamo tutto di tutto, siamo diventati degli accumulatori seriali di qualsiasi cosa ci capiti a tiro e viviamo in un costante overflow di mezzi, informazioni, prodotti e servizi: siamo come tappi di sughero che seguono una corrente che pare bearci, incuranti del fatto che improvvisamente possa cambiare forza e ritmo da spingerci nelle profondità delle acque. Ci pare di aver letto da qualche parte che un giovane di oggi andrà in pensione a 70 anni ma oggi è anche il tempo delle vacanze e da bravi tappi di sughero non vediamo l'ora di crogiolarci nei mulinelli estivi. Ci pare di aver letto anche che  giovani entrano nel mondo del lavoro sempre più tardi, con contratti di lavoro a singhiozzo che difficilmente potranno garantire loro una continuità di contribuzione (quella cosa che consente di avere una sbriciolata di pensione un domani, ergo non solo vado in pensione a 70 anni ma pure con una pensione da fame) ma aaaah arriva l'estate, non ci curiam di loro che tanto è futuro, è lontano, è via da qua. (Saranno figli di qualcuno tutti questi giovani dal futuro così preoccupante?)”.

“Oggi - constata la professionista - è un tempo diverso dal futuro e per quegli stessi giovani conta aver sempre più confidenza con la tecnologia fidata compagna di viaggio, aver il loro mondo in una mano che muovono a piacimento con app "a prova di scemo" che al limite disinstallano e via che si riparte. A maggior ragione per quanto riguarda la gestione dei soldi: app, piattaforme, robot advisor che rendono tutto facile, immediato, intuitivo. Sai qual è il problema di questo tanto di tutto? Che abbiamo perso la capacità di unire i puntini, di trovare i nessi tra causa ed effetto e dargli un senso, di disegnare un ponte tra presente e futuro e dargli un valore: è tutto un suppergiù, un dai-ma-va-là. Ci siamo dissociati dal nostro io futuro e dimenticati che domani può essere fra 5 anni come fra 6 mesi o 3 giorni: nel frattempo è tutta vita che ci passa davanti.

“Perché ha senso oggi parlare di umanesimo della consulenza finanziaria? Perché serve riportare l'uomo al centro, come protagonista delle proprie scelte anche finanziarie da cui non può che dipendere ciò che sarà domani e con esso il suo stare bene nel futuro. Non è un problema di cosa: siamo pieni di alternative, dalle più semplici alle più complesse. Non è un problema neanche di come: siamo pieni di mezzi, dai più scrausi ai più evoluti. E' un problema di identità, di visione: chi siamo noi, cosa vogliamo, perché lo vogliamo, quando intendiamo raggiungerlo”.

“E' un problema di tanti puntini che bisogna sì saper unire sapientemente ma che prima di tutto bisogna saper far emergere mettendo l'uomo al centro, andando ben oltre la superficie delle cose”, conclude Facchin.

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