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Retrocessioni salve, ci saranno gli “inducement test”

6/14/2024 | Redazione ADVISOR

Il Consiglio Ue prevede che, al posto del divieto, ci sia un “inducement test” per valutare l'assenza di conflitti di interesse tra coloro che propongono investimenti


Gli inducement sono salvi. Lo ha stabilito il Consiglio europeo. Come si legge su MF Milano-Finanza, le retrocessioni saranno così mantenute anche sulle attività execution-only, le uniche che erano state escluse nella proposta della Commissione. In partenza Bruxelles voleva varare un divieto generalizzato agli inducement, ma si era alla fine limitata all'ambito execution-only dopo le forti proteste di alcuni Stati (in primis della Germania), oltre a quelle di banche e fondi. 

Ora la proposta della Commissione è stata ulteriormente ammorbidita, secondo quanto emerso nell'intesa raggiunta nel Consiglio Ue sulla Ris (Retail Investment Strategy). La Commissione Ue è insoddisfatta per l'esito delle trattative e per il tentativo franco-tedesco di sfuggire anche al confronto con benchmark europei sui prodotti assicurativi. L accordo finale sarà raggiunto nella prossima legislatura Ue con un intesa tra Consiglio e Parlamento. Gli eurodeputati hanno espresso in aprile una posizione simile a quella dei governi. Quindi il negoziato potrebbe essere in discesa. Efama (l'associazione europea dei fondi) ha valutato con favore l'accordo nel Consiglio Ue anche se è preoccupata per l' aumento delle procedure. 

Nel dettaglio, l'intesa del Consiglio Ue prevede che al posto del divieto sulle retrocessioni ci sia un “inducement test” per valutare l'assenza di conflitti di interesse tra coloro che propongono investimenti. Gli Inducement non dovranno incentivare la raccomandazione di prodotti finanziari e non dovranno essere sproporzionati al servizio offerto. I consulenti dovranno agire nel “miglior interesse” dei clienti, con una maggiore trasparenza sui costi. In sostanza, il Consiglio ha definito un approccio basato su principi (più flessibili e più difficili da misurare), non su divieti. La normativa sarà rivista dopo cinque anni dall'approvazione. 

 

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