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Salone del Risparmio: il futuro dei pf, secondo i vip del gestito

4/19/2012 | Marcella Persola

Quali prospettive per le reti? Se ne è discusso oggi alla conferenza organizzata dall'Anasf con il presidente Maurizio Bufi, Claude Kremer (Efama), Pietro Giuliani (Azimut), Fabio Cubelli (Fideuram) e Stefano Volpato (Mediolanum)


Nella seconda giornata del Salone del Rispamio, l'attenzione è puntata sull'industria della distribuzione. E già nella conferenza organizzata da Anasf dal titolo: "Consulenti finanziari (ex-promotori finanziari), una professione per il futuro", i temi di discussione non mancano. Se il mercato finanziario europeo  si presenta un po' affannato vuoi per l'incertezza derivante dai trend politici ed economici, vuoi per la diminuizione della fiducia degli investitori e per una serie di iniziative regolamentari che impatteranno indubbiamente sul mondo del risparmio gestito.


I numeri parlano chiaro, secondo il presidente di EFAMA Claude Kremer: "nel 2011 l'industria dell'asset management in Europa ha visto scendere i suoi flussi da 8,1 a 7,7 miliardi, erodendo anche quello che si era guadagnato nel corso del 2010". Nonostante questo scenario che potrebbe far pensare a un pessimismo generale l'industria è stata in grado di creare valore. Ne sono convinti anche i relatori della tavola rotonda, che sottolineano l'importanza della distribuzione in tale ruolo. Per Maurizio Bufi (nella foto), presidente di Anasf "le sfide che abbiamo di fronte sono imponenti, ma non si può non essere cautamente ottimisti".


Per Pietro Giuliani, presidente ed ceo del gruppo Azimut il momento si può riassumere nella metafora del medico e del malato "ci sono troppi medici che stanno facendo delle dignosi su un unico malato, ma nessuno che si offre di curarlo e operarlo". Per Fabio Cubelli, di Banca Fideuram è un momento di tensione ma c'è lo spazio per crescere. Il primo passo da compiere sarebbe quello di rende l'industria meno volatile. "Ancora oggi l'industria è molto volatile perché guidata da logiche di breve periodo, dobbiamo farle diventare di medio periodo". Infine secondo Stefano Volpato, di Banca Mediolanum "siamo seduti su una montagna d'oro, la ricchezza delle famiglie italiane che vale 3,600 miliardi.


Nonostante si continua ad affermare che è calata la propensione al risparmio, passata dal 17 all'11%, è importante sottolineare che presenta dei tassi di crescita impressionanti". Risparmio che i consulenti (ex-promotori) dovranno sempre di più "intercettare", e che sono disposti a farlo, visto che così come evidenziano anche studi di settori i consumatori si rivolgeranno sempre di più verso la qualità.

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