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Le opportunità del 2023? Un motivo per ridurre la liquidità

1/5/2023 | Redazione Advisor

Mario Beccaria (Banca Generali): “Il suggerimento da dare a chi investe è una gestione patrimoniale bilanciata con un’esposizione al mercato obbligazionario ben diversificata”


Cosa aspettarci dal nuovo anno? Questa è la domanda da cui parte l’analisi pubblicata sul blog di Banca Generali a cura di Mario Beccaria, responsabile della divisione asset management dell’istituto.

Beccaria premette che “nessuno ovviamente ha la sfera di cristallo per prevederlo con esattezza. Tuttavia, c’è un aspetto che sembra difficilmente contestabile: dopo diversi anni di tassi a rendimenti prossimi allo zero e in molti casi anche negativi, nel 2023 lo scenario appare ben più favorevole agli investimenti obbligazionari rispetto al passato”.

“Tale visione - continua Beccaria - è conseguente a un approccio delle Banche Centrali che si annuncia per il 2023 meno aggressivo e tendenzialmente alla fine del ciclo dei rialzi dei tassi”. Nel corso delle prossime settimane, sottolinea Beccaria, andranno monitorati con particolare attenzione i dati di inflazione sia negli Stati Uniti che nel Vecchio Continente. Se in America il picco inflattivo sembra già essere alle spalle, in Europa non si è ancora assistito a una stabilizzazione del livello dei prezzi. Secondo il responsabile della divisione Asset Management di Banca Generali un rallentamento dell’inflazione potrebbe portare le banche centrali a prendersi una pausa nella politica monetaria restrittiva attuata nel corso del 2022 (durante il quale ci sono stati diversi rialzi dei tassi d’interesse).

Il ritorno dei bond: “Data la volatilità sui tassi e l’incertezza a livello geopolitico”, aggiunge Beccaria, “nell’asset class obbligazionaria favoriamo le emissioni Investment Grade (con rating superiore alla tripla B) rispetto a quelle High yield (cioè con rating inferiore alla tripla B). Quest’ultime presentano in ogni caso rendimenti molto attraenti tra il 7 e l’8% circa, con cedole elevate che ai livelli attuali potrebbero consentire un buon punto di ingresso per gli investitori. In generale”, continua Beccaria, “la maggior parte degli emittenti europei ha infatti già provveduto nel corso degli ultimi anni a bloccare il proprio finanziamento per gli anni a seguire”.

Ma la vera “novità” per il settore obbligazionario è che, dopo molti anni, ci sono opportunità di investimento nei titoli governativi dell’Eurozona. Le emissioni degli stati europei sono infatti tornate a presentare rendimenti positivi “e potrebbero essere molto utili per proteggere capitale durante le fasi di volatilità che potranno verificarsi nel 2023”, dice ancora il responsabile della divisione Asset Management di Banca Generali.

Quali prospettive per le azioni? Per Beccaria la discesa dell’inflazione negli Stati Uniti rappresenta il segnale più incoraggiante per il nuovo anno. Sul comparto azionario andranno però valutate diverse variabili come l’evolversi del conflitto in Ucraina o la politica di contenimento del Covid in Cina che hanno un impatto diretto sulle catene di fornitura a livello globale. Alla luce di queste considerazioni bisognerà tener conto anche di un eventuale revisione al ribasso delle stime sull’andamento degli utili delle società quotate nel 2023.

In effetti, seppur in presenza di un continuo e progressivo ridimensionamento delle stime sui profitti da parte degli analisti, il rallentamento economico previsto nella prima parte del prossimo anno potrebbe non essere già totalmente prezzato dal mercato. “In quest’ottica”, continua ancora Beccaria, “le eventuali fasi di ritracciamento dei principali indici azionari potranno dunque rappresentare opportunità di accumulo sull’asset class azionaria”. A livello settoriale, dopo diversi anni caratterizzati da un forte rally delle azioni “growth” cui è seguito di un recupero del comparto “value”, per i prossimi mesi il responsabile dell’Asset Management ritiene consigliabile adottare una strategia che preveda un approccio combinato dei due stili.

Valute e materie prime: il cambio euro dollaro è stato fortemente impattato nel corso dell’anno dalla politica monetaria più restrittiva attuata dalla Federal Reserve rispetto alla Bce. La view del responsabile della divisione Asset Management di Banca Generali è che “il forte rialzo del dollaro americano avvenuto fino a settembre sembra essere giunto al termine, con possibili ulteriori recuperi dell’euro anche nei prossimi mesi”. Per quanto riguarda le materie prime, invece, Beccaria ritiene che possa proseguire l’attuale fase di raffreddamento dei prezzi, in conseguenza dell’atteso rallentamento del ciclo economico globale.

Dunque, alla luce delle considerazioni fatte, il suggerimento da dare a chi investe è una gestione patrimoniale bilanciata con un’esposizione al mercato obbligazionario ben diversificata e comunque superiore a quella del passato. “Negli ultimi 94 anni”, ricorda Beccaria, “solo per quattro volte il mercato azionario e quello obbligazionario hanno registrato entrambi performance negative e soltanto nel 2022 con perdite a doppia cifra”.

Il che testimonia come non manchino attualmente opportunità su entrambe le classi d’investimento: quella obbligazionaria e quella azionaria. Ecco dunque un buon motivo per ridurre in modo significativo le riserve di liquidità che molti risparmiatori hanno accumulato nel corso dell’anno appena concluso.

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